Ennio Finzi

2008
Veneziano, nato in Laguna all’inizio degli anni Trenta, Ennio Finzi ha messo al centro della propria poetica il connubio di musica e pittura.

Biografia artistica di Ennio Finzi

Affascinato dalla rivoluzione strutturale cubista, alla metà del secolo si dedica allo studio delle avanguardie storiche, mentre dal suo pennello scaturiscono le prime opere, che sono, sulla scorta di Atanasio Soldati, impasti di ritmo, colore, luce e timbro, elementi che caratterizzeranno per sempre la sua produzione.

I maestri di quegli anni sono Virgilio Guidi, principale punto di riferimento ideologico-creativo ed Emilio Vedova, modello di gestualità impetuosa e aggressiva sulla tela.
La trasposizione in pittura di concetti prettamente musicali, ma prestati alla rappresentazione figurativa, tra i quali la dissonanza, si traducono negli anni Cinquanta in un uso del colore svincolato da pure relazioni cromatiche e nell’importanza del gesto, portatore del rapporto suono-colore.

Questa urgenza espressiva sfuma per Finzi alla fine del decennio, sostituita da una più forte tendenza all’approfondimento della percezione, atteggiamento che durerà fino al 1980, anno di un’importante antologica alla Fondazione Bevilacqua La Masa.
L’ultimo ventennio del secolo vede campiture di uno spazio nuovamente dominato dai binomi colore-noncolore, luce-buio e il 2002 celebra una grande retrospettiva dal titolo ‘Ennio Finzi, Venezia e le avanguardie del dopoguerra’.
L’ultima importante esposizione personale si è tenuta nel 2005 a Urbino nelle sale del Palazzo Ducale, mentre nel corso del 2006 e del 2007 Finzi ha esposto a Praga e a Napoli nelle sale di Palazzo Reale.
Oggi, l’artista vive e lavora nella provincia di Venezia.

Maurizio Cosua

2008
Maurizio Cosua nasce nel 1943 a Ferrara, terra d’acqua e, ancora giovanissimo, si stabilisce a Venezia, città d’acqua, per frequentare l’Istituto Superiore di Disegno Industriale. Non è casuale questa ricorrenza dell’acqua, comune denominatore delle sue città: Cosua da sempre ha percepito in maniera viscerale il legame con la natura e la preoccupazione di perderla. In una sorta di metafora esistenziale, l’artista ancora più dell’uomo, ha avvertito il presentimento perenne della separazione dalla natura e quindi dalla vita.

Biografia artistica di Maurizio Cosua

Perfezionati gli studi di disegno e progettazione a Firenze negli anni Settanta, fin da giovanissimo Cosua si è interessato ad una pluralità di espressioni artistiche: oltre alla pittura, la ricerca extramedia di matrice concettuale, la videoarte, la fotografia, le installazioni.
Dal 1990 ad oggi non si contano le esposizioni in Italia e all’estero: personali come ‘Bivio’ e ‘Scarperentola’ sono state esposte da Venezia a Hong Kong, passando per Milano e New York. L’ultimo decennio della produzione di

Maurizio Cosua è segnato dalla presenza immancabile dell’elemento Terra, materia fattiva dell’espressione e del messaggio, in quanto dote di ogni essere che viene al mondo e madre per eccellenza.

Le tele e le immagini di questo periodo vagheggiano ancora una natura e una terra amate dall’uomo, ma conducono spesso ad una porta che le separa dal mistero. Nella più recente produzione la natura si fa strumento dell’arte: terra, carta, materiali vegetali come foglie e baccelli non sono più solo il soggetto dell’opera, sono ‘nell’opera’.

Ludovico De Luigi

2008
La passione per i vedutisti veneziani lo porta, all’inizio degli anni Sessanta, a frequentare assiduamente la Galleria di Palazzo Corsini a Roma, dove apprende insieme alla magistrale tecnica pittorica di Canaletto, anche i canoni sentimentali di quei maestri veneziani che diedero vita ad opere così magiche.

Biografia artistica di Ludovico De Luigi

Ludovico De Luigi appartiene a una famiglia di artisti veneziani di lunga tradizione. Proprio a Venezia Ludovico è nato nel 1933 e non ancora ventenne aveva già compiuto diversi viaggi di studio in Italia, in Francia e negli Stati Uniti.

La sua prima personale nel 1965 presso la Galleria veneziana ‘Il canale’ riscuote un tale successo che negli anni immediatamente successivi mostre ed esposizioni si moltiplicano non solo in Italia, ma anche a Monaco, Montecarlo, Parigi, New York etc.
Al centro della sua rappresentazione figurativa troneggiano vedute di Venezia, rielaborate in chiave moderna, o meglio, attuale: la pittura di De Luigi denuncia le minacce a cui la città eterna alle soglie del nuovo millennio è esposta. Ne nascono immagini surreali e decadenti, sensuali e catastrofiche, in cui la città è in balìa di volta in volta dell’acqua, dell’inquinamento, del consumismo sfrenato, degli insetti.

A partire dagli anni Ottanta, De Luigi integra alla tecnica pittorica manuale le risorse offerte da una tecnologia ogni giorno più sofisticata: ne è un esempio la performance ‘Teatrum Filosoficum’, presentata nel 1989 alla Biennale d’Arte veneziana, che consiste in un gigantesco stereoscopio su tela impresso con uno dei primi plotter elettronici.

Tra le più significative opere dell’ultimo decennio ci sono le quadrighe di cavalli di bronzo ispirati a quelli di San Marco, l’enorme cavallo di cioccolata creato per il Carnevale del 1990 e quello in vetro di Murano del 1999, realizzato nelle fornaci dell’isola.