Il viaggio di Aron

2009
Aron Demetz e un duplice viaggio: l’artigianato verso il suo futuro e l’artista che dalle montagne arriva alla Biennale di Venezia.

Il progetto

Aron Demetz è un artista che rappresenta ciò che sta accadendo, in alcuni casi, in Val Gardena: l’artigianato che si trasforma in arte contemporanea. E’ forse il massimo esponente di quella corrente, specie di giovani, che acquisita negli anni la conoscenza della lavorazione del legno, assimilata alla tecnica, ha deciso di sperimentare oltre le forme consuete. La storia di Aron che vogliamo raccontare e catturare è la storia di un doppio viaggio: quello dell’artigianato verso il suo futuro e quello dell’artista che dalle montagne arriva alla massima vetrina dell’arte: la Biennale di Venezia.

Locandina Il viaggio di Aron|Studio Liz

Credits

Soggetto e Regia
Elia Romanelli
Montaggio
Piergiorgio Grande
Camera e Fotografia
Piergiorgio Grande, Giuseppe Drago
Musiche originali
Stefano Codin
Suono
Enrico Lenarduzzi, Alessandro Romano
Fotografa di Scena
Teresa Sartore
Co-Produzione
Rai Bolzano, Sender Bozen, Radio e TV Ladina
Produzione
Elisa Paier

Chi Crea Venezia ritratti di artisti

2008
La città che tutti credono una vetrina da guardare, è in realtà un laboratorio, una fucina di idee e creatività, che ogni giorno grazie all’arte si ricrea.

Il progetto

Chi Crea Venezia è l’incontro con dodici artisti, è il racconto del loro lavoro, della Venezia che vivono. A parlare sono i suoni del loro fare arte, gli atelier dove si rigenera ogni giorno l’immagine di questa città sempre sfuggente. Il documentario intreccia i profili degli artisti di lungo corso con le nuove strade aperte da giovani nomi che si vanno affermando attraverso una vivace sperimentazione.

Tra i volti, le pennellate e le voci serpeggia Venezia. Quella della memoria e quella del presente, silenziosa e caotica, musa ispiratrice e visione utopica. La città che tutti credono una vetrina da guardare, ma che in realtà è un laboratorio da vivere, fucina di idee e creatività, di vita attiva e produttiva, e che ogni giorno grazie all’arte si ricrea.

Credits

Soggetto e Regia
Elia Romanelli
Montaggio e Fotografia
Piergiorgio Grande
Suono
Enrico Lenarduzzi
Musiche
Francesco Enrichi
Camera
Piergiorgio Grande, Giuseppe Drago
Grafica
Giulia Brolese
Produzione
Elisa Paier

Caroline Barray

2008
Caroline Barray è nata in Francia nel 1973. Il suo percorso artistico e personale si legherà indissolubilmente al carattere di due città, molto diverse tra loro, ma ugualmente magiche: Parigi e Venezia.

Biografia artistica di Caroline Barray

Nella capitale francese avviene la formazione classica dei suoi studi liceali che sfocia in un approfondimento artistico con il Diploma Generale di Studi Universitari in Arti Plastiche e la Licenza in Arti Plastiche del 1994, conseguiti presso l’Università Pantheon-Sorbonne di Parigi. Nella stessa città si diploma in Scultura all’Accademia Nazionale Superiore di Belle Arti nel 1998 e segue uno stage presso la Fonderia d’Arte Coubertin.
Ma dalla fine degli anni Novanta Caroline Barray è a Venezia e per un biennio, dal 1999 al 2000, studia e perfeziona le tecniche dell’incisione e della litografia presso la Stamperia d’Arte Bottega del Tintoretto di Venezia.

Contemporaneamente Caroline inaugura le prime esposizioni personali: a Parigi presso la Galerie Mouvances a Place des Vosges e la Galerie Crous Beaux-Arts in Rue de Beaux-Arts e in Italia con la mostra ‘Taccuino’ per un viaggio alla Casa del Tintoretto di Venezia e ZooArt 4×4 a Cuneo.
Nel 2004 inizia la significativa esperienza della sperimentazione artistica internazionale, partecipando su invito al Cantiere ‘La Vie des formes’, fondato da Mark Di Suvero a Chalon-sur-Saône, Francia.

Insieme alle numerose esposizioni in Italia, Francia e Svizzera, l’ultimo decennio ha visto i disegni e la scultura di Caroline Barray valicare i confini europei per sbarcare oltreoceano con la personale alla Craven Gallery, di Martha’s Vineyard nel Massachusetts.
Caroline Barray vive e lavora a Venezia, dove ha appreso e pratica anche l’arte della voga alla veneta.

Vincenzo Eulisse

2008
Vincenzo Eulisse è veneziano, nato in Laguna alla metà degli anni Trenta.
Era poco più che ventenne all’epoca della sua prima esposizione personale, quando seppe raccogliere attenzione e favore della critica con la mostra del 1958 alla Galleria Bevilacqua La Masa.

Biorgrafia artistica di Vincenzo Eulisse

Le opere pittoriche di quel periodo sono connotate da uno spiccato realismo: descrivono la realtà umile del mondo contadino, operaio, dei pescatori.
Lasciata l’Italia, Eulisse si stabilisce per un lungo periodo di tempo nella Germania dell’Est, dove si dedica allo studio del disegno e alla scultura, e da dove tornerà con un bagaglio poetico che accentua la tendenza espressionistica delle sue creazioni.
Negli anni Sessanta a Venezia nasce la Galleria Internazionale, dove Eulisse entra in contatto con Enzo Di Martino, generando un sodalizio artistico destinato a durare fino ai giorni nostri.

L’intraprendenza e il dinamismo che lo caratterizzano sono i presupposti per un’arte socialmente impegnata di cui diviene esponente a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quando insieme a nomi di spicco come Basaglia, Chinello, Federici, Gianquinto, Nono, Perusini, Pizzinato, Vedova, è animatore del dibattito culturale veneziano di quel movimentato decennio, mentre su un altro fronte prende corpo la collaborazione con i milanesi del Ponte Brera-Venezia: Marzulli, Merisi, Forgioli, Petrus, Valieri e Ruggero Savinio.

Innumerevoli le esposizioni e i riconoscimenti di Eulisse nell’ultimo ventennio in Italia e all’estero. Fino al 2003 è stato docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino, da allora vive e lavora a Venezia.

Renato Borsato

2008
Nato a Venezia negli anni Venti del secolo scorso, ancora oggi Renato Borsato continua a vivere e lavorare in Laguna, nel suo studio di San Vio, pur avendo viaggiato e soggiornato in diverse capitali europee tra cui Parigi e Londra.

Biografia artistica di Renato Borsato

Poco più che ventenne, a partire dagli anni Cinquanta, Borsato espone i suoi lavori a livello nazionale e internazionale, aggiudicandosi numerosi premi di pittura e imponendosi all’attenzione della critica e del pubblico come uno dei migliori giovani dell’ultima generazione in Italia.

Nel decennio che segue, Borsato si divide tra la Francia, dove ha ottenuto una borsa di studio dal Governo francese, il Friuli e Milano. Proprio nella capitale lombarda, all’inizio degli anni Sessanta si celebra il grande successo dell’artista, con una personale alla Galleria Ventitrè che ottiene clamoroso successo.
Viaggiatore instancabile, in cerca di esperienze e suggestioni percorre più volte la penisola da Nord a Sud, e nel 1961-1962 sceglie la Sicilia e l’isola di Ustica per respirare quell’atmosfera mediterranea che si tradurrà qualche anno dopo in una ricca produzione di composizioni e paesaggi in cui campeggiano Catania, Acitrezza, Palermo e Pantelleria.
Parallelamente alla produzione pittorica, è fitta ed emotivamente intensa la collaborazione teatrale scenografica: fondamentale quella con il Teatro La Fenice di Venezia, per il quale basti ricordare gli allestimenti scenici di Turandot nel 1960, Traviata nel 1961 e Butterfly nel 1962.

Non si contano premi e mostre che hanno costellato sessant’anni di carriera artistica. Renato Borsato è stato anche Presidente della Fondazione Bevilacqua la Masa dal 1979 al 1986.

Franco Renzulli

2008
Nato a Venezia nel 1945 da madre triestina e padre napoletano, dopo la prima infanzia trascorsa a Capodimonte, Franco Renzulli è tornato nella città natìa dove ha studiato. Non ancora ventenne, assecondando l’incipiente vocazione artistica, Renzulli inizia a frequentare i corsi liberi di nudo dell’Accademia di Belle Arti a Venezia.

Biografia artistica di Franco Renzulli

Sono i primi anni Sessanta e la rivoluzione culturale è ancora piuttosto lontana, ma già il giovane sente l’impulso di uscire dai confini della sua terra ed esplorare nuovi paesi e culture diverse. Così nel 1963 parte verso il nord dell’Europa e trascorre un lungo periodo a Copenaghen, in casa del pittore Giorgio Musoni, effettuando la prima di una lunga serie di visite nel corso di quel decennio.
Inaspettatamente la Danimarca si rivela ponte virtuale per la nuova destinazione dell’artista: l’Africa. Quello con il grande Continente Nero è un rapporto intenso e coinvolgente che si protrae per quasi quindici anni a partire dal primo viaggio in Senegal nel 1967, con numerosissime esperienze in Mali.

Nel 1976 alla produzione artistica figurativa si affianca anche quella letteraria, con la stesura dei primi testi. Questa vocazione, mai più abbandonata, culminerà nella pubblicazione di Ferule nel 1984, raccolta di articoli bizzarri e curiosi, illustrati in un’edizione di mille esemplari rilegata a mano, edita da Fallani a Venezia e con Livre de Taches raccolta in cento esemplari del 1989, dedicata a Renè Bro.

All’inizio degli anni Novanta Franco Renzulli rinnova lo slancio del viaggio recandosi a New York, dove tornerà regolarmente fino al 2006. Nell’ultimo trentennio ha esposto in numerosissime città e paesi tra cui Stoccolma, Dakar, Praga, Vienna e New York.

David Dalla Venezia

2008
Nato in Francia, a Cannes, alla metà degli anni Sessanta, David Dalla Venezia può considerarsi un figlio d’arte. Il padre è un artigiano del legno e restauratore di lungo corso, che da decenni collabora in Italia e Oltralpe con grandi nomi dell’arte e del collezionismo.

Biografia artistica di David Dalla Venezia

Cresciuto in una famiglia dalle profonde vocazioni artistiche, David ha potuto assimilare insieme alle poetiche figurative anche la tecnica manuale del ‘fare artistico’ fin da bambino. La sua formazione culturale si è in seguito plasmata sugli studi classici liceali e poi su quelli filosofici degli anni universitari veneziani.

L’immaginario di David si nutre di cultura popolare, illustrata e cinematografica, mitologia e filosofia classica, correnti pittoriche surrealistiche e metafisiche. Snodo significativo nell’elaborazione della propria poetica figurativa è stato per David Dalla Venezia l’incontro francese con il Realismo tra le due guerre, che stimolerà una riflessione approdata, alla fine degli anni Ottanta, nella collaborazione con l’artista giapponese Hiroshi Daikoku.

Sono nate così le grandi composizioni sui pannelli lignei dei cantieri di Venezia, imperniate sull’aspirazione a una comunicazione pubblica e accolte con successo dalla critica.
Nei primi anni Novanta David lavora per un biennio a Nizza, mantenendo costantemente una forte volontà di confronto con l’espressione contemporanea. Nel 1992 per la mostra ‘Corale’ della Fondazione Bevilacqua La Masa rientra a Venezia dove da allora vive e lavora.

Nella sua produzione vanno ricordate le numerose lastre incise ad acquaforte da cui sono state tratte le stampe incluse nella raccolta del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo.

Emiliano Donaggio

2008
Emiliano Donaggio, nato a Venezia alla metà degli anni Settanta, vive e lavora al Lido. Dopo una prima formazione artistica suggellata dalla laurea all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, Donaggio ha fortemente approfondito l’analisi figurativa, applicandosi ad uno studio lungo e dettagliato dei lavori di Leonardo da Vinci.

Biografia artistica di Emiliano Donaggio

Contemporaneamente l’amicizia stretta con Luca Buvoli lo ha portato sulla strada del riutilizzo creativo di materiali di scarto, che lo ha trasformato in un eccellente rappresentante dell’arte del riciclo. Elementi e materiali provenienti dal quotidiano e destinati all’abbandono, dalla carta di caramella al filo da pesca, dalle liste della spesa ai contenitori di plastica, diventano la materia plasmata da questo artista per regalargli nuova vita in oggetti di design (famose le sue giacche e i cappelli da gondoliere rivisitati), creazioni a tecnica mista e installazioni tridimensionali.
Tra queste ultime, ha suscitato particolare interesse l’impacchettamento di un supermercato veneziano con cinquecento sacchetti di plastica che recavano le riflessioni dell’artista sulla povertà e la fame nel mondo.

La vena creativa di Donaggio richiama lo slancio e i colori della pop-art e del graffitismo, da cui l’affiancamento da parte della critica a Jean-Michel Basquiat. Proprio al parallelismo con l’artista newyorkino maledetto era dedicata l’eccezionale personale di Donaggio allestita alla Galleria New York 1 Art, tributo che la Grande Mela ha voluto offrirgli dopo il grande successo ottenuto dalle sue creazioni alla New York Art Expo del 2005.

A dispetto della giovane età, Emiliano Donaggio ha all’attivo numerosissime esposizioni, collettive e personali, in Italia e all’estero, da Londra a Barcellona, da Los Angeles a New York, e in tutto il Sud America.

Fabrizio Plessi

2008
Di origini emiliane, Fabrizio Plessi si è formato a Venezia, tra Liceo Artistico e Accademia delle Belle Arti. Fin dagli esordi artistici l’acqua è tema dominante della sua sperimentazione: questo elemento demarca con forza pellicole, installazioni, e videosculture degli anni Sessanta e Settanta e con ‘Liquid Movie’ gli vale al Festival del Cinema di Venezia il primo di una lunghissima serie di riconoscimenti.

Biografia artistica di Fabrizio Plessi

Durante gli anni Ottanta l’elemento liquido si moltiplica nelle innumerevoli rifrazioni consentite dalla riproduzione meccanica e tecnologica. È il decennio della grande antologica milanese, prima mostra di videoinstallazioni ambientali in Italia e quello in cui l’artista valica i confini nazionali per portare le sue opere altrove con l’imponente retrospettiva di Madrid, le mostre di Zaragoza e Colonia, Danimarca e Giappone.
Più di vent’anni di sperimentazione hanno prodotto una poetica ormai matura e Plessi presta la sua arte a grandi committenze: il workshop ‘Babele’ per l’Unesco, la mostra Bombay-Bombay per la Fundació Joan Miró di Barcellona, la gigantesca cascata elettronica che si scompone in sedici milioni di colori differenti per l’edificio Sony di Berlino, sono solo alcuni esempi di un decennio straordinariamente produttivo.

Il nuovo millennio vede l’elemento Fuoco affiancarsi all’acqua e moltiplicarsi gli scenari che ospitano le creazioni di Plessi: ‘Waterfire’ a Piazza San Marco, l’antologica ParadisoInferno alle Scuderie Papali del Quirinale, le installazioni in movimento di Dallas, New York e Parigi, ‘Digital Fall’ per la rinnovata Galleria Guggenheim, il ‘Mare Verticale’ che diventerà il simbolo della LI Biennale di Venezia.
Oggi Fabrizio Plessi lavora tra Venezia e Mallorca.

Elisabetta Di Maggio

2008
Elisabetta Di Maggio è nata nel 1964 a Milano, ma negli ultimi vent’anni è vissuta, ha studiato ed ha operato a Venezia. Completa in Laguna la sua prima formazione artistica con il Diploma dell’Accademia delle Belle Arti nel 1989, e successivamente torna in Lombardia per approfondire lo studio delle arti visive nell’ambito del Corso Superiore della Fondazione A. Ratti di Como, ultimato alla fine degli anni Novanta.

Biografia artistica di Elisabetta Di Maggio

La poetica di Elisabetta Di Maggio a quest’altezza è già matura e si traduce in una serie di opere che le valgono nel 2000 la segnalazione al Premio Querini Furla, della Fondazione Querini Stampalia di Venezia e nel 2001 è nella selezione italiana per l’International Studio Program P.S. 1 di New York, dove l’anno successivo ottiene una borsa di studio della Civitella Ranieri Foundation.

Per le sue sculture la Di Maggio predilige materiali apparentemente umili e quasi poveri, ma che pazientemente e finemente cesellati sono in grado di riprendere vita sotto altre forme e dare respiro alle istanze dell’artista: il sapone, elemento semplice che si plasma nella ritualità quotidiana, e poi la carta velina che nelle sue mani diventa materia per lussuosi merletti e giochi di luce-ombra, e ancora i pezzi di intonaco intagliati chirurgicamente con bisturi e pazienza, facendo del tempo contemporaneamente lo strumento e l’oggetto della propria poetica.

Dagli anni Novanta si moltiplicano le mostre personali della Di Maggio, in Italia e all’estero: nel 1998 è a Padova, nel 1999 a Venezia, nel 2001 a Madrid e nel 2004 a Verona dove espone ‘La Parete’, una delle sue realizzazioni più rappresentative. Roma, Milano, Torino e Tokio sono le città che più di recente hanno ospitato le sue esposizioni.