Time lapse atrio nord

Time lapse atrio nord

Alle 8 di mattina anche Piazza San Marco sembra sonnecchiare al fresco della brezza delle prime ore del giorno. Una manciata di giri di lancette prima che il caldo, la città e il fiume in piena di turisti entrino in scena. La Basilica è silente e ancora chiusa.

In queste settimane siamo riusciti ad ottenere il placet dalla procuratoria di San Marco a procedere con il nostro provino. Ricordate le nostre  difficoltà a muovere i primi passi?

Oggi dunque, autorizzati varchiamo la soglia di Porta dei Fiori e possiamo finalmente metterci al lavoro per realizzare il time lapse dell’atrio nord.

time lapse porta s. alipo   verso porta san giovanni

Dalla porta di S. Alipio chiusa, inizia il lavoro certosino si scatti, un passo dietro l’altro fino alla porta di San Giovanni superata la quale si arriva a destinazione ovvero il pavimento sotto la cupola di San Giovanni.

 

Il provino che grazie a questo time lapse cercheremo di realizzare andrà a spiegare e raccontare i mosaici e le narrazioni bibliche criptate dietro le geometrie del pavimento, in particolare secondo le intuizioni di Raffaele Paier, spiegheremo il pavimento sottostante la cupola di San Giovanni dove avviene l’Incarnazione.

alessandro time lapse  incarnazione

Ringraziamo il Geometra Gasparotto e i custodi della Basilica per la disponibilità. Il provino e il progetto documentario continuano grazie  alla passione e alla professionalità di Alessandro e Giulia. Al prossimo aggiornamento!

 

L’inaccessibile libera la passione

L’inaccessibile libera la passione

Venezia è visitata da circa quattro milioni di turistiall’anno. Ci piacerebbe poter essere dei turisti per non provare la frustrazione di essere veneziani e non avere  il diritto di raccontare la nostra città. Da qualche mese stiamo lottando contro i mulini a vento per poter avere l’autorizzazione a realizzare un provino per il nostro progetto sui mosaici pavimentali della basilica.

Un giorno si può fare, il giorno dopo no,  a giorni alterni si può senz’altro fare ma accompagnati da un operatore e in determinati orari, una settimana è lecito ma a fronte di un pagamento, il mese successivo è vietato, sia di notte che di giorno.

Eppure quanti turisti scattano fotografie, girano filmati dentro alla basilica anche quando è vietato? Loro sono innocenti noi siamo pericolosi.

 

2013-07-09 12.15.39     documentario sui mosaici pavimentali della basilica di san marco

Il sistema “tutela della Basilica” fa di tutto per scoraggiarci e ci è mancato davvero poco perchè riuscisse a farlo del tutto. Ma noi non abbiamo nulla da perdere a parte la nostra passione che a quanto pare si rafforza ad ogni porta chiusa in faccia.

Le nostre intenzioni sono buone, le fonti sono attendibili e documentate. Abbiamo raccolto un guanto di sfida, un appello di aiuto. La materia è complessa, parliamo di arte medievale di significati religiosi nascosti, celati, calpestati e sostanzialmente dimenticati. Cosa nascondono i mosaici pavimentali della Basilica di San Marco? Esiste un percorso ragionato e sensato che dietro a semplici motivi geometrici nasconde importanti allegorie.

C’è una storia da raccontare e noi vogliamo raccogliere l’appello di Raffaele Paier e provare con i pochi mezzi a nostra disposizione a rendere fruibile e condivisibile questa storia, certi che anche voi ne resterete affascinati!

 

 

Cartel Cubano. Documentario

Cartel Cubano. Documentario

La storia di Gigi Bardellotto è incredibile e ci piacerebbe raccontarla. Da Venezia a Cuba. Una storia di viaggi e una passione nata per caso e divenuta ogni anno sempre più consapevole. Il cartel cubano è una storia fatta di persone prima che artisti e di uomo prima che di un collezionista. Una storia come tante ma che noi crediamo speciale.

Il Cartel Cubano rappresenta una delle espressioni grafiche più acclamate ed originali al mondo.

La sua eccezionalità deriva dal fatto che mai nella storia della grafica sono esistiti contemporaneamente tanti talenti che, seppur con mezzi limitati, hanno proposto audaci strategie visive al servizio di un ideale: la rivoluzione cubana.

Dal 28 settembre 2013 si terrà un’importante mostra a Pordenone che riunirà per la prima volta in Italia un considerevole numero di cartelli, bozzetti e manifesti originali della collezione Bardellotto.

Aspettando di accendere le telecamere per raccontare il documentario abbiamo realizzato questa breve clip promozionale per la Mostra di Pordenone.

 

Mosaici pavimentali della basilica di S. Marco

Mosaici pavimentali della basilica di S. Marco

I mosaici raffigurati sugli oltre 2000 mq di pavimentazione non sono dei meri elementi decorativi ma rappresentano un nesso tra il pavimento cioè la terra e il cielo cioè i mosaici rappresentati a soffitto.

La conformazione dell’intera Basilica, ha un significato preciso: i motivi geometrici rappresentano una sorta di cammino per i fedeli cristiani da intraprendere per potere accedere alla salvezza e quindi incontrare Dio.

 

mosaici pavimentali basilica san marco

Venezia, per la sua particolare conformazione morfologica, è da sempre stata il punto d’incontro di due mondi completamente diversi: la terra e il mare. Per la sua stessa natura, dalla caduta dell’Impero romano, la città si venne a trovare su di una sottile linea di demarcazione dove si incontrarono e a volte si scontrarono due imperi diversi, due economie diverse, due visioni del mondo diverse, gusti diversi, religioni diverse. Il risultato non poteva che essere assolutamente particolare, ricco di implicazioni, di sviluppi, di conseguenze, che non è un’iperbole definire assolutamente unici in Occidente.

Tale aggettivo ben si adatta alla Cattedrale di San Marco. Croce greca con cinque cupole, dove in Europa esistevano le basiliche con oblongum e tetto a spioventi, dotata di gallerie che su ambo i lati si spingono fino al presbiterio, laddove esse normalmente non esistevano in Occidente, fornita di endo-nartece al posto dell’usuale quadriportico, dotata di una decorazione fantastica che arriva a presentare ben quattromila metri quadrati di foglia d’oro, San Marco si può, a ragion veduta, ben definire speciale.

Ma se il sopra è tale, il sotto, il pavimentum sectile non poteva essere da meno! Si tratta di ben quattordici brani pavimentali che coprono duemila metri quadrati provvisti di disegni geometrici tutti diversi fra di loro. Gli studiosi erano unanimi nel considerarlo un tappeto musivo, un’ideazione costantiniana di origine aulica con fini meramente decorativi, che certamente nella sua parte essenziale, alla metà del XII secolo era già conclusa. E’ davvero credibile ritenere una tale meraviglia una mera decorazione? Non è invece, più verosimile pensare che qualche cosa d’importante nella Tradizione del patrimonio catechetico sia andato perduto?

Esiste un  filo conduttore che unisce tutti e 20 i sectili marciani, e dunque, a sua volta, anche delle immagini raffigurate che li rispecchiano in quei 4000 mq d’oro.

Esempio: la nascita del Salvatore

Si parte dall’immagine del mondo così come concepito dagli Antichi, alla quale si sovrappone l’immagine reperibile sulla copertina di un qualsiasi evangeliario. Combinando le due immagini si arriva alla figura che esprime l’incomparabile maestà di Cristo-Kyrios. Egli è seduto sul settimo cielo, siede sui cherubini (Sal. 99, 1; sono i quattro simboli racchiusi nei cerchietti che si trovano attorno a Lui: il Tetramorfo), e ha la terra a sgabello dei suoi piedi (Is. 66, 1-3). Se è seduto sul settimo cielo, è chiaro che il suo corpo, dalla testa in su, si estende ancora più in alto…

 Evang. Saint Omer copia        Evang. Saint Omer

Proiettando il tutto su di un piano perpendicolare a quello dei cilindri, che sono le colonne che sostengono il mondo, si ottiene una prima circonferenza che è la proiezione sul piano del cerchio, contenente il busto di Cristo.

Il secondo cerchio è la proiezione sul piano della calotta del firmamento.

I Quattro cerchi agli angoli della composizione sono le proiezioni dei quattro grossi cilindri che sostengono la terra e la volta celeste le proiezioni delle sfere che contengono il Tetramorfo

    cristo sedutocosmografia geometrica

Proiettando ciò che sulla terra non esisteva, si è unito ciò che per definizione, è impossibile da riunire: si è messa in comunicazione la terra (quadrato) con il cielo (cerchio)!

In geometria questa incomunicabilità tra i due concetti è espressa dalla impossibilità di quadrare il cerchio. Solo il Verbo incarnato riuscì nella impresa: assumendo su di sé la natura umana, la rese divina!

Il documentario è in fase di pre-produzione. La fascinazione e la complessità della materia ci hanno fatto amare immediatamente il progetto e parimenti ogni passo verso si compie in modo molto cauto.

Cerchiamo una co-produzione internazionale per sviluppare un soggetto documentario dal budget per noi impraticabile. I costi di produzione sono elevatissimi e solo se troveremo il partner giusto riusciremo a realizzare il video.  Siamo forti delle nostre capacità pur constatando i limiti di una produzione per noi troppo articolata rivendichiamo insieme Raffaele Paier autore del libro Simboli e misteri nelle geometrie del pavimento di San Marco a Venezia  la paternità di questo progetto per il quale desideriamo restare le figure di riferimento a livello di produzione e sceneggiatura del documentario.

Pietro Cilotti

Pietro Cilotti

Piero Cilotti classe 1936  famiglia di cacciatori, sia da parte materna che paterna. Ha conseguito la maturità classica e si è poi laureato in Medicina con la lode. Alla professione di oculista a Pisa ha sempre affiancato la grande passione per la caccia e per la natura.

Pur avendo viaggiato in diverse zone e paesi,  è rimasto molto legato alla sua terra, verso quale nutre un sincero amore. Nei suoi racconti si possono cogliere i mutamenti economici e sociali avvenuti dagli anni ’50 in poi nel nostro paese, con particolari riflessi sul mondo della caccia.

A fine aprile siamo capitati nell’articolo di Stefano Lorenzetto e ci siamo “innamorati”.

L’idea di documentario che stiamo portando avanti si svilupperà come un ritratto-intervista.

Siamo in una fase iniziale di pre produzione ma l’intento è quello di inaugurare con Pietro Cilotti una serie di ritratti documentari con un format ben preciso alla maniera che fu di Mazzacurati e Paolini.

Stiamo cercando dunque innanzitutto un virgilio dalla forte personalità ma anche dalle qualità di oratore e intervistatore che si unisca alla produzione e alla regia affidata anche per questo lavoro ad Elia Romanelli.

piero cilotti

Alberto Landi e il crowdfounding

Alberto Landi e il crowdfounding

Ci siamo riusciti, evviva!

Il nostro primo progetto finanziato con la piattaforma di crowdfounding “produzioni dal basso” ha raggiunto tutte le quote che hanno consentito di coprire 3000 euro di spese di produzione per le quali chiedevamo il supporto di tutti.

Grazie a coloro che sono intervenuti sostenendo questa iniziativa dal basso. I contributi sono arrivati dai singoli oppure da gruppi di persone, molte quote sono state raccolte durante la proiezione in anteprima all’Oratorio Don Bosco lo scorso 30 maggio.

Riportiamo per correttezza il consuntivo delle spese di produzione sostenute sottolineando come attraverso questa iniziativa di crowdfounding  il documentario “Alberto Landi, voce libera di San Donà” è a giusto titolo non solo una produzione di Studio Liz ma di tutti coloro che si sono trasformati in produttori per la causa!

budget preventivo 6000 euro

contributo comune di San Donà di Piave 1000 euro

contributo regista Davide Colferai 1000 euro

contributo “produzioni dal basso” 3000 euro

totale spese di produzione 6245 euro

disavanzo 1245 euro coperti da Studio Liz

 

Il dvd del documentario è disponibile su richiesta inviando una mail

 

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Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose

Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose

Protagonista del design italiano a livello internazionale, Tobia Scarpa è stato testimone da oltre cinquant’anni dell’eccellenza della cultura del progetto, nonché sapiente interprete dell’eredità culturale veneta.

Passione per il progetto, attenzione per il dettaglio, che non è mai lezioso, ma fine espressione di un processo creativo, fino alla feconda liason con la famiglia Benetton: questi alcuni degli ingredienti che hanno caratterizzato la brillante carriera di Tobia Scarpa.

Atteggiamento intellettuale generoso, rivolto verso tutto ciò che lo circonda, teso a migliorare i rapporti con le cose e con il mondo, alla ricerca della bellezza che nasce dal rapporto con le occasioni, dalla conoscenza delle materie, dalle tecniche, dal bisogno e soprattutto dai sogni.

Stiamo lavorando ad un documentario che raccolga le dirette testimonianze, non solo sui progetti e sui percorsi progettuali, ma soprattutto sulla poetica e sulla filosofia del ‘fare’ di Tobia Scarpa.

Ritratto suggestivo di un architetto che preferisce essere considerato un designer ‘poeta’ innamorato della vita e delle sue molteplici forme.

Sostieni il progetto!   Act/On Crowdfounding    Galleria fotografica   Patrocini

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     1000 ciak per Tobia

Crediti

scritto da Elia Romanelli e Teresita Scalco
prodotto da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
fotografia Lorenzo Pezzano
suono Alessandro Romano
montaggio Chiara Andrich
musiche originali Francesco Novara
traduzioni Sara Artuso e Riccardo Melis
formato: HD – durata: 30′

SOSTIENI LA PRODUZIONE E LA DISTRIBUZIONE


 

Alberto Landi

Alberto Landi

Mentre i tempi andavano intiepidendo i rapporti umani, Alberto Landi intrecciava molte relazioni in modo critico e passionale ma sempre con estremo entusiasmo. Attraversava San Donà lentamente, con la sua bicicletta, mentre tutto il resto andava veloce, con quella fretta tipica dei nostri giorni. Aveva deciso di parlare a coloro a cui nessuno aveva voglia di parlare. Aveva deciso di fare una radio libera, quando le radio avevano deciso di non essere libere.
Essere se stessi in un momento in cui molti hanno deciso di essere altro da sé, questo era Alberto Landi.

Alberto Landi lavorava per costruire rapporti umani migliori e lo faceva con pazienza ed ironia usando come arma la radio di cui era direttore. La sua era la voce libera di un uomo che credeva in una libertà pura e priva di compromessi.

Il documentario è stato co-prodotto attraverso il crowfounding grazie al portale produzioni dal basso

Ascolta una rara intervista di Alberto

Crediti

Soggetto e regia Davide Colferai

Montaggio Corradio Iuvara

Musiche originali Silvio Bartoli

Assistente di produzione Margherita Korcz

Suono Silvia Berton

Durata 40 minuti

Produzione Studio Liz 2013

IL DVD DEL DOCUMENTARIO E’ DISPONIBILE PRESSO IL NEGOZIO DI GUIDO TOSO A SAN DONA’ DI PIAVE (Elioveneta, piazza rizzo 21) CON UN CONTRIBUTO DI 10 euro.

Il viaggio di Aron

Il viaggio di Aron

Biennale di Venezia 2009

Il viaggio di Aron è quello dell’artista che ha fatto propria una tradizione, che ne ha fatto solida base, che ha acquisito tutte le conoscenze necessarie, e che ora porta questa conoscenza nel regno aureo e difficile dell’arte contemporanea.

La sua è una sfida personale che porta avanti però in nome di una tradizione che merita di entrare nell’albo delle grandi tradizioni artistiche del novecento.

Il superamento del pregiudizio secondo il quale l’opera concepita in legno sia per forza di cose un’opera che debba rimanere tra le montagne o tra chi le montagne le ama. Il virtuosismo artistico portato in pubblica piazza, in una delle piazze centrali dell’arte: la Biennale di Venezia.

Il dvd del documentario è disponibile su richiesta, clicca l’immagine per vedere la scheda del prodotto.

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Crediti:

scritto e diretto da Elia Romanelli
prodotto da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
fotografia Giuseppe Drago, Piergiorgio Grande
suono Enrico Lenarduzzi, Alessandro Romano, Emanuele Simioni
montaggio Piergiorgio Grande
musiche originali Stefano Codin
traduzioni Silvana Braut
formato: HD – durata: 15′
Co-prodotto e trasmesso nelle sedi regionali Rai, Sender Bozen, Radio e Tv Ladina

Galleria di foto

Chi crea Venezia

Chi crea Venezia

Chi crea Venezia è l’incontro con dodici artisti, è il racconto del loro lavoro, dell’esperienza estetica, della Venezia che vivono.

A parlare sono le opere, i suoni del loro fare arte, gli atelier dove si rigenera ogni giorno l’immagine di questa città sempre sfuggente.

Il documentario intreccia i profili di artisti di lungo corso, protagonisti della storia dell’arte nel secolo appena trascorso, con le nuove strade aperte da giovani nomi che si vanno affermando, attraverso una vivace sperimentazione.

Artisti:

Tra i volti, le pennellate e le voci serpeggia Venezia.

Quella della memoria e quella del presente, silenziosa e caotica, musa ispiratrice e visione utopica. La città che tutti credono una vetrina da guardare, ma che in realtà è un laboratorio da vivere, fucina di idee e creatività, di vita attiva e produttiva, e che ogni giorno grazie all’arte si ricrea.

Galleria di foto

Il cofanetto libro+dvd è disponibile su richiesta, clicca l’immagine per vedere la scheda del prodotto.

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Crediti:

scritto e diretto da Elia Romanelli
prodotto da Elisa Pajer – Studio Liz,
fotografia Giuseppe Drago, Piergiorgio Grande,
suono Enrico Lenarduzzi,
montaggio Piergiorgio Grande
musiche originali Stefano Codin,
traduzioni Silvana Braut

formato: HDV – durata: 52′

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