Ennio Finzi

Ennio Finzi

Veneziano, nato in Laguna all’inizio degli anni Trenta, Ennio Finzi ha messo al centro della propria poetica il connubio di musica e pittura. Affascinato dalla rivoluzione strutturale cubista, alla metà del secolo si dedica allo studio delle avanguardie storiche, mentre dal suo pennello scaturiscono le prime opere, che sono, sulla scorta di Atanasio Soldati, impasti di ritmo, colore, luce e timbro, elementi che caratterizzeranno per sempre la sua produzione.

I maestri di quegli anni sono Virgilio Guidi, principale punto di riferimento ideologico-creativo ed Emilio Vedova, modello di gestualità impetuosa e aggressiva sulla tela.
La trasposizione in pittura di concetti prettamente musicali, ma prestati alla rappresentazione figurativa, tra i quali la dissonanza, si traducono negli anni Cinquanta in un uso del colore svincolato da pure relazioni cromatiche e nell’importanza del gesto, portatore del rapporto suono-colore.

Questa urgenza espressiva sfuma per Finzi alla fine del decennio, sostituita da una più forte tendenza all’approfondimento della percezione, atteggiamento che durerà fino al 1980, anno di un’importante antologica alla Fondazione Bevilacqua La Masa.
L’ultimo ventennio del secolo vede campiture di uno spazio nuovamente dominato dai binomi colore-noncolore, luce-buio e il 2002 celebra una grande retrospettiva dal titolo ‘Ennio Finzi, Venezia e le avanguardie del dopoguerra’.
L’ultima importante esposizione personale si è tenuta nel 2005 a Urbino nelle sale del Palazzo Ducale, mentre nel corso del 2006 e del 2007 Finzi ha esposto a Praga e a Napoli nelle sale di Palazzo Reale.
Oggi, l’artista vive e lavora nella provincia di Venezia.

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Fabrizio Plessi

Fabrizio Plessi

Di origini emiliane, Fabrizio Plessi si è formato a Venezia, tra Liceo Artistico e Accademia delle Belle Arti. Fin dagli esordi artistici l’acqua è tema dominante della sua sperimentazione: questo elemento demarca con forza pellicole, installazioni, e videosculture degli anni Sessanta e Settanta e con ‘Liquid Movie’ gli vale al Festival del Cinema di Venezia il primo di una lunghissima serie di riconoscimenti.

Durante gli anni Ottanta l’elemento liquido si moltiplica nelle innumerevoli rifrazioni consentite dalla riproduzione meccanica e tecnologica. È il decennio della grande antologica milanese, prima mostra di videoinstallazioni ambientali in Italia e quello in cui l’artista valica i confini nazionali per portare le sue opere altrove con l’imponente retrospettiva di Madrid, le mostre di Zaragoza e Colonia, Danimarca e Giappone.
Più di vent’anni di sperimentazione hanno prodotto una poetica ormai matura e Plessi presta la sua arte a grandi committenze: il workshop ‘Babele’ per l’Unesco, la mostra Bombay-Bombay per la Fundació Joan Miró di Barcellona, la gigantesca cascata elettronica che si scompone in sedici milioni di colori differenti per l’edificio Sony di Berlino, sono solo alcuni esempi di un decennio straordinariamente produttivo.

Il nuovo millennio vede l’elemento Fuoco affiancarsi all’acqua e moltiplicarsi gli scenari che ospitano le creazioni di Plessi: ‘Waterfire’ a Piazza San Marco, l’antologica ParadisoInferno alle Scuderie Papali del Quirinale, le installazioni in movimento di Dallas, New York e Parigi, ‘Digital Fall’ per la rinnovata Galleria Guggenheim, il ‘Mare Verticale’ che diventerà il simbolo della LI Biennale di Venezia.
Oggi Fabrizio Plessi lavora tra Venezia e Mallorca.

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Elisabetta Di Maggio

Elisabetta Di Maggio

Elisabetta Di Maggio è nata nel 1964 a Milano, ma negli ultimi vent’anni è vissuta, ha studiato ed ha operato a Venezia. Completa in Laguna la sua prima formazione artistica con il Diploma dell’Accademia delle Belle Arti nel 1989, e successivamente torna in Lombardia per approfondire lo studio delle arti visive nell’ambito del Corso Superiore della Fondazione A. Ratti di Como, ultimato alla fine degli anni Novanta.

La poetica di Elisabetta Di Maggio a quest’altezza è già matura e si traduce in una serie di opere che le valgono nel 2000 la segnalazione al Premio Querini Furla, della Fondazione Querini Stampalia di Venezia e nel 2001 è nella selezione italiana per l’International Studio Program P.S. 1 di New York, dove l’anno successivo ottiene una borsa di studio della Civitella Ranieri Foundation.

Per le sue sculture la Di Maggio predilige materiali apparentemente umili e quasi poveri, ma che pazientemente e finemente cesellati sono in grado di riprendere vita sotto altre forme e dare respiro alle istanze dell’artista: il sapone, elemento semplice che si plasma nella ritualità quotidiana, e poi la carta velina che nelle sue mani diventa materia per lussuosi merletti e giochi di luce-ombra, e ancora i pezzi di intonaco intagliati chirurgicamente con bisturi e pazienza, facendo del tempo contemporaneamente lo strumento e l’oggetto della propria poetica.

Dagli anni Novanta si moltiplicano le mostre personali della Di Maggio, in Italia e all’estero: nel 1998 è a Padova, nel 1999 a Venezia, nel 2001 a Madrid e nel 2004 a Verona dove espone ‘La Parete’, una delle sue realizzazioni più rappresentative. Roma, Milano, Torino e Tokio sono le città che più di recente hanno ospitato le sue esposizioni.

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David Dalla Venezia

David Dalla Venezia

Nato in Francia, a Cannes, alla metà degli anni Sessanta, David Dalla Venezia può considerarsi un figlio d’arte. Il padre è un artigiano del legno e restauratore di lungo corso, che da decenni collabora in Italia e Oltralpe con grandi nomi dell’arte e del collezionismo.

Cresciuto in una famiglia dalle profonde vocazioni artistiche, David ha potuto assimilare insieme alle poetiche figurative anche la tecnica manuale del ‘fare artistico’ fin da bambino. La sua formazione culturale si è in seguito plasmata sugli studi classici liceali e poi su quelli filosofici degli anni universitari veneziani.

L’immaginario di David si nutre di cultura popolare, illustrata e cinematografica, mitologia e filosofia classica, correnti pittoriche surrealistiche e metafisiche. Snodo significativo nell’elaborazione della propria poetica figurativa è stato per David Dalla Venezia l’incontro francese con il Realismo tra le due guerre, che stimolerà una riflessione approdata, alla fine degli anni Ottanta, nella collaborazione con l’artista giapponese Hiroshi Daikoku.

Sono nate così le grandi composizioni sui pannelli lignei dei cantieri di Venezia, imperniate sull’aspirazione a una comunicazione pubblica e accolte con successo dalla critica.
Nei primi anni Novanta David lavora per un biennio a Nizza, mantenendo costantemente una forte volontà di confronto con l’espressione contemporanea. Nel 1992 per la mostra ‘Corale’ della Fondazione Bevilacqua La Masa rientra a Venezia dove da allora vive e lavora.

Nella sua produzione vanno ricordate le numerose lastre incise ad acquaforte da cui sono state tratte le stampe incluse nella raccolta del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo.

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Vincenzo Eulisse

Vincenzo Eulisse

Vincenzo Eulisse è veneziano, nato in Laguna alla metà degli anni Trenta.
Era poco più che ventenne all’epoca della sua prima esposizione personale, quando seppe raccogliere attenzione e favore della critica con la mostra del 1958 alla Galleria Bevilacqua La Masa.

Le opere pittoriche di quel periodo sono connotate da uno spiccato realismo: descrivono la realtà umile del mondo contadino, operaio, dei pescatori.
Lasciata l’Italia, Eulisse si stabilisce per un lungo periodo di tempo nella Germania dell’Est, dove si dedica allo studio del disegno e alla scultura, e da dove tornerà con un bagaglio poetico che accentua la tendenza espressionistica delle sue creazioni.
Negli anni Sessanta a Venezia nasce la Galleria Internazionale, dove Eulisse entra in contatto con Enzo Di Martino, generando un sodalizio artistico destinato a durare fino ai giorni nostri.

L’intraprendenza e il dinamismo che lo caratterizzano sono i presupposti per un’arte socialmente impegnata di cui diviene esponente a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quando insieme a nomi di spicco come Basaglia, Chinello, Federici, Gianquinto, Nono, Perusini, Pizzinato, Vedova, è animatore del dibattito culturale veneziano di quel movimentato decennio, mentre su un altro fronte prende corpo la collaborazione con i milanesi del Ponte Brera-Venezia: Marzulli, Merisi, Forgioli, Petrus, Valieri e Ruggero Savinio.

Innumerevoli le esposizioni e i riconoscimenti di Eulisse nell’ultimo ventennio in Italia e all’estero. Fino al 2003 è stato docente all’Accademia di Belle Arti di Urbino, da allora vive e lavora a Venezia.

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