Pelicula y papel. Storia dei manifesti cinematografici cubani dalla rivoluzione ad oggi.

 

Pelicula y papel è un’esplorazione inedita di una branca dell’arte grafica che, seppure ha segnato la storia mondiale del genere, rimane tutt’ora poco conosciuta: il cartel cubano. Il manifesto che, dal 1959, data del primo compimento della rivoluzione castrista, si è sviluppato in modi originalissimi, diventando una forma di comunicazione che non solo ha descritto, ma di fatto ha definito, partecipandovi, la storia di un paese e di una grande parte della vita culturale e socio-politica del pianeta tutto.

L’ispirazione

I manifesti cubani sono soprattutto la scrittura di una quotidianità, degli umori e dei colori di una nazione. (Mario Piazza)

Le interviste

Olivio Martinez

Incontrato nel suo appartamento in una zona periferica dell’Havana e poi nuovamente, a lavoro, nel più noto studio di serigrafia di Cuba, è la memoria storica del movimento dei grafici cubani. Da lui il racconto delle origini, quando Castro decise di dare ad uno sparuto gruppo di geniali grafici tutti i mezzi per poter lavorare alla creazione di una coscienza cinematografica per il popolo cubano.

Raphael Morante

Altro grande vecchio della grafica, ci racconta la sua storia e ci racconta il suo protagonista assoluto: Charlie Chaplin. Eroe in pellicola che troveremo spesso nel repertorio, nei cartel, dipinto nei muri della città ed ancora nei piccoli schermi delle famiglie e dei bar. Lo incontriamo mentre disegna la sua icona e mentre ci racconta la sua arte. Le peripezie degli anni ’60, quando si attendevano giorni nell’attesa di un colore, di un pezzo di carta sul quale stamparlo.

Lesbia Vent Dumois

Una donna anziana ed arzilla, pittrice, che conosciamo mentre nel suo studio dipinge una grande tela. Una dona che si rivela essere la madre putativa di tutte le arti di Cuba, colei che ha diretto le maggiori istituzioni artistiche del paese. Il suo contributo storiografico come punto di vista essenziale per conoscere i nomi e le dinamiche del primo periodo della grafica cinematografica cubana, i nomi e gli sviluppi di quella attuale.

Jose Justino Rodriguez Martinez

L’ uomo che materialmente ha realizzato tutti i grandi capolavori della serigrafia cubana degli ultimi 50 anni: il serigrafo. Colui che ha incontrato tutti i grafici del paese e che ascoltandoli, dialogando con loro, avviò centinaia di volte quel processo che portò dei bozzetti a matita a diventare delle opere d’arte da esporre in città, davanti alle entrate dei cinema, per i cittadini. Ci racconta quel processo e, assieme ai suoi assistenti, ce lo fa vedere in tutti i suoi passaggi. La sua memoria è nelle mani.

Reynaldo Gonzalez

In una sala da Rumba popolare, tra le note caraibiche e lo show di maestri della musica cubana, incontriamo questo intellettuale finissimo, scrittore tradotto in tutto il mondo, profondo conoscitore della storia castrista (lui che omosessuale l’ha vissuta nel bene e nel male, sulla sua pelle) e della grafica cinematografica cubana. Teorizzatore di questo movimento, ci racconta le assonanze stilistiche con quello che all’epoca succedeva nelle avanguardie del mondo: il dada francese, il surrealismo spagnolo, l’impressionismo tedesco, polacco, est europeo, il minimalismo giapponese, la pop art, l’op art, l’arte psicadelica dell’ Americana del Nord . Tutti movimenti a cui i nostri grafici, allora come anche oggi, fanno (in concessa libertà) riferimento.

Pepe Mendez

Rappresentante assoluto della nuova generazione dei grafici cubani, incontrato nel suo giardino mentre va a caccia di manghi e poi nel suo grande studio, ci presenta la situazione della serigrafia da dopo il “periodo especial” ad oggi. Una nuova sensibilità grafica, più indipendente da un discorso prettamente politico-sociale, più rivolta all’estero, ancora fortemente appassionata e visionaria.

 

Le locandine di importanti pellicole interpretate dai grafici cubani

Note di regia di Elia Romanelli

Questo documentario è una storia del cinema mediante iconografie ed è una storia delle Americhe, dell’Urss poi Russia, dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia.

E’ una storia della lotta sociale, del capitalismo, delle soddisfazioni, dei drammi del comunismo e del socialismo, dei tentativi lucidi e goffi delle nazioni per determinare il loro ruolo e i loro confini.

E’ la storia delle rappresentazioni del mondo narrato attraverso “i ragazzi di vita”, le corazzate marcianti, i ladri di biciclette, i dittatori e i loro assassini, eroi e femmes fatales, piccoli atti discreti che rappresentano un mondo.

Questo documentario mostra vecchi oggi miti viventi che ancora, con forbice e colla, istinto e serigrafia, attraverso le figure della pellicola, raccontano cento anni di storia, e poi racconta i giovani trentenni che con computer, intelligenza e una nuova disinvoltura, attraverso le silhouette del cinema digitale, provano ad interpretare ciò che sta succedendo a Cuba in questi ultimi mesi, ciò che succederà nei prossimi due o tre anni.

E’ un film di rimasti e fuggiti, di contenti e disillusi, di spettatori e protagonisti.

E’ un film che nasce dalle poltrone di un cinema per ricadere nella realtà, che passa dalle immagini in bianco e nero a quelle a colori, dalla settima arte al disegno.

E’ un film di un’arte (la grafica) che tratta di un’altra arte (il cinema).

E’ un film su delle persone immerse in una storia che rapidissima muta e che cercano di interpretare una rivoluzione, antica e moderna, attraverso immagini.

E’ la storia di un popolo, quello di cuba, che cerca di trovarsi, costruirsi, festeggiarsi, ricordarsi, progredire, attraverso queste immagini.

E’ un film su Charlot, Fellini, Kurosawa, de Sica, Ejzenstejn, Truffaut… su un popolo che si innamora delle immagini, che le le eleva ad insegnamento e dogma, che le affigge sui muri delle città e le ruba per re-incollarle nelle pareti di casa.

Il bene ed il male, è in una pellicola e nel suo cartel.

la mostra è bellissima e sono sicuro che il doc sarà altrettanto interessante! Bravi, come sempre del resto.

Davide

que tenga mucho exito

Mayra Ferrerio

Sono stata all’inaugurazione della mostra, fantastica!

Valeria

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