Documentario: Pelicula y papel

Documentario: Pelicula y papel

Pelìcula ypelicula y papel cinemovil |studioliz Papel è strutturato attraverso la figura di un vecchio proiezionista che utilizza lo schermo del suo cinema come luogo, a seconda delle pellicole che proietta, della memoria (immagini di repertorio) o del presente (immagini della cuba di oggi, interviste). Il tema centrale della grafica cinematografica cubana si intreccia inevitabilmente con il trascorso storico-politico che l’ha resa il gioiello dell’arte caraibica e con un presente che la porta a svilupparsi in modi inediti ed accattivanti.

La grafica cinematografica cubana raccontata in un documentario

Due ulteriori fili conduttori sono i cinema dell’Havana (le facciate di tutte le sale della città) ed un lavoro di animazione dei cartel più rappresentativi attraverso la motion graphics. In questo viaggio si intrecciano memorie cinematografiche, memorie storiche e memorie personali, intorno al perno dell’arte della serigrafia, un’arte messa a disposizione della promozione del cinema. Il repertorio, ricchissimo, ci permetterà di conoscere altri grafici della vecchia generazione, ora morti od emigrati: i loro lavori e le loro parole.

pelicula y papel por primera vez |studiolizQualche frammento della rivoluzione. E poi sullo schermo del proiezionista, a stralci, anche quel piccolo capolavoro in dieci minuti che è “Por primera vez”: un documentario del 1969 che racconta il come si portava, attraverso camioncini ed asini, a comunità che non erano mai scese nella capitale, la loro prima proiezione cinematografica. Il popolo cubano intervistato prima di vedere il loro primo film, immaginando cosa sia il cinema, e poi gli occhi dei bambini che, scesa la notte, si illuminano nel vedere le peripezie del loro nuovo mito, uomo di un mondo molto lontano: Chaplin.

La storia del cinema con gli occhi di grafici e serigrafi cubani

Le immagini della vita nelle strade della Cuba di oggi, I cartel che prendono vita, animandosi, i ventilatori sempre accesi nelle stanze dei nostri intervistati, stralci di dichiarazioni politiche in bianco e nero, le interviste della popolazione che rubava i cartel dalla strada per poter decorare le proprie case, la storia dei colori e delle attrezzature che venivano dalla Russia, la storia del cinema degli ultimi 55 anni: tutto questo intorno al movimento dei serigrafi e degli artisti che hanno inventato e continuano ad inventare le locandine cinematografiche più originali dai tempi dall’invenzione della settima arte.

Storie di donne e scelte di montagna

Storie di donne e scelte di montagna

In Val Gardena si racconta che un tempo vivevano nei boschi le ganas, sorta di ninfe buone, le cui leggende costituiscono un patrimonio che ancora si tramanda nelle valli ladine. Ce ne parla Ingrid Rungaldier, traduttrice e scrittirice esperta in materia di alpinismo, tematiche femminili e minoranze linguistiche. Incontriamo Ingrid nell’accogliente bar Soviso di Ortisei.

A distanza di quasi cinque anni dal progetto documentario Len, siamo nuovamente in Val Gardena per un sopralluogo che valuti le possibilità di realizzare un documentario sulle donne e il loro rapporto con la montagna.

Ingrid è il primo dei nostri appuntamenti e non poteva che essere il più azzeccato! Ingrid è infatti autrice del libro Frauen im Aufstieg (Donne in ascesa), una storia dell’emancipazione femminile attraverso l’alpinismo che va dalla fine 800 al secondo dopoguerra. Ingrid ci racconta delle pioniere dell’alpinismo internazionale quando ancora i club albini erano preclusi alle donne e la loro partecipazione alle spedizioni nell’apertura delle vie alpine non veniva neppure citata.

E’ Ingrid a suggerirci di incontrare Vroni Schrott, prima guida alpina donna nel gruppo dei Catores, le guide alpine della Val Gardena. Vroni è appena rientrata dalla cascata di ghiaccio di Santa Cristina dove stava tenendo un corso come istruttrice di soccorso alpino. Ci racconta la sua storia personale e la sua passione per la montagna che l’ha portata a cambiare radicalmente vita lasciando il proprio posto di impiegata in un ufficio per diventare nel 2013 guida alpina riuscendo così a fare della sua passione una professione. Vroni è ruvida e molto diretta: “non vado in montagna per scoprire me stessa, vado perchè mi piace”.

Lasciando Ortisei per Selva di Val Gardena infine incontriamo Silke Unterkircher e Manuela Nones, due donne a cui la montagna ha dato, ma anche tolto molto. Sono infatti le vedove di due grandi alpinisti Karl Unterkircher e Walter Nones morti nel tentativo di scalare le vette più alte del mondo. Karl  è scomparso sul Nagaparbat, Walter due anni dopo sul Cho Oyu.

Manuela vive sotto una parete di roccia lungo la strada che porta a Vallelunga, “non potrei vivere in un altro posto” afferma parlando della Val Gardena dove il contatto con la natura per lei e i suoi piccoli è fondamentale nella vita di tutti i giorni. Manuela è un vulcano di idee, il tema del nostro documentario la avvince e ci regala racconti e storie di donne che  hanno una grande passione per la montagna.

E così dopo cinque anni ripartiamo dall’Alto Adige, dalla Val Gardena per tornare a raccontare attraverso questi spazi e questi luoghi una storia in cui dar voce e visibilità alle montagne e ad alcune sue discepole silenziose. Quante donne pur lontane dalle luci della ribalta conducono vite straordinarie rimanendo fedeli, tutte, qualsiasi sia la vallata d’appartenenza, ad un voto d’amore, ad una promessa di reciproca fedeltà con la montagna.

Ogni donna che incontreremo ci regalerà la sua storia motivandoci con la propria testimonianza una scelta di vita: declinare la propria esistenza accanto, sopra, lungo, dentro le montagne. Ed anche quando incontreremo e lo speriamo, le alpiniste Nives Meroi, Luisa Iovane e Tamara Lungher cercheremo di andare oltre le loro epiche imprese sportive.

Cattureremo con l’occhio delle nostre telecamere il comun denominatore che raccoglie tante donne dai passati e dai trascorsi a volte simili, a volte diversissimi e che  senza saperlo oppure senza volerlo ostentare fanno parte di una piccola e granitica comunità la cui condizione d’appartenenza risiede in un sentimento.

Scoprite con noi la risposta a questa semplice domanda: quanto le alte montagne sono per queste donne un sentimento?

Crediti:

soggetto: Chiara Andrich ed Elia Romanelli
produzione da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
stato: pre-produzione

 

 

 

 

Tobia Scarpa: ora è il vostro turno

Tobia Scarpa: ora è il vostro turno

Oggi finisce la produzione del documentario Tobia Scarpa.L’anima segreta delle cose. Lo schermo è nero dopo che anche l’ultima riga dei titoli di coda è uscita in dissolvenza. Allora, quale miglior momento se non ora, per scrivervi di questa impresa che Studio Liz ha realizzato?

Nel lontano 2010 quando non eravamo ancora trentenni, Teresita Scalco, che aveva conosciuto  Studio Liz apprezzando il nostro primo documentario Chi Crea Venezia, ci disse che tanto le sarebbe piaciuto se insieme a lei avessimo provato a realizzare un documentario su Tobia Scarpa. Non sapevamo nulla di architettura e di design ma la sua proposta ci era sembrata stimolante e così siamo partiti.

In quel periodo stavamo chiudendo la produzione di Len, pensieri e storie di tre artisti gardenesi così, timorosi anche di farci trovare impreparati, abbiamo lasciato che il documentario su Tobia maturasse in termini di contenuto, di scelta registica, di storia. Nel tempo venivano presi i primi contatti, venivano fatte le prime proposte. Abbiamo iscritto il progetto al bando per l’identità veneta della Regione, ritenendo che un ritratto documentario ad un uomo come Tobia, che ha fatto del design italiano un’eccellenza, avrebbe meritato il sostegno dei finanziamenti destinati al bando.  Ci sbagliavamo.

Accusato il colpo, siamo andati avanti cercando di capire se forse alcune delle aziende che tanto devono al suo talento professionale potevano con poco intervenire per sostenere la nostra iniziativa. Eppure la scorsa estate dopo le prime risposte entusiastiche, una dopo l’altra ognuna di queste aziende si è defilata nascondendosi dietro un dito, lamentando la crisi anche di fronte alle nostre contenute richieste di sostegno. A questo punto con un piglio di orgoglio ma con qualche angoscia su come avremo fatto a pagare tutti i collaboratori e le spese vive abbiamo proseguito la produzione.

Nel frattempo le nostre frequentazioni con Tobia prendevano sempre maggior confidenza tramutandosi in una conoscenza di sincero affetto e simpatia. Allora ci siamo inventati il crowdfounding made in Studio Liz, ci siamo giocati la faccia e senza un budget di comunicazione ma carichi di speranze verso la rete abbiamo creato producinuovevisioni.

Forse, ci dicevamo saranno gli appassionati di design che con pochi euro ma massivamente ci verranno in aiuto. Abbiamo ricevuto 4 donazioni. Bene, qualcuno almeno c’è! Ma come faremo ad andare avanti? 1000 km per tobia scarpa 1000 ciak per Tobia

 

Il nostro ultimo, ormai mesto tentativo,  ci ha spinto a contattare le aziende venete legate a Tobia Scarpa sulle quali contiamo, è il caso di dirlo perchè abbiano un moto di orgoglio territoriale oltre che di stima professionale nei confronti di questo ritratto video. Potete vedere qui un anteprima del documentario, se vi piace e se ritenete che possa meritare il vostro sostegno, sapete che con un clik potete fare molto.

Fate la vostra donazione, un gesto che costa poco ma per noi vale molto.

https://www.youtube.com/watch?v=4De2dMPoWFQ

Ritratti alle campionesse della Storica

Ritratti alle campionesse della Storica

Donne in Voga. Ritratti alle campionesse della storica è un progetto ideato da Chiara Curto e Gloria Rogliani con l’intenzione di raccontare e documentare attraverso una serie di video la storia delle donne regatanti.

Entrare a far parte di questo straordinario progetto con il nostro contributo significa per noi poter proseguire il ciclo di produzioni video legate a Venezia, raccontando con un genere che ormai sentiamo particolarmente nostro, il ritratto, un mondo tanto legato alla città quanto poco conosciuto al di fuori della cerchia sportiva e agonistica oppure di costume legata alle regate.

Il progetto donne in voga si articola in 15 ritratti dedicati alle campionesse che dal 1953 ad oggi si sono alternate sul podio più alto vincendo l’ambita bandiera rossa della storica.

Invito donne in voga

Di seguito l’elenco dei ritratti che saranno prodotti nel corso del 2014 e verranno presentati il prossimo 8 marzo 2015 in occasione della regata delle donne.

1 Ardit Romina, 2 Anna Mao, 3 Bubacco Lucia, 4 Busato Rosella detta Pavero, 5 Donà Nadia Padovana, 6 Campagnari Anna Annareta, 7 Carli Monica, 8 Carrara Pina, 9 Dalla Toffola Giovanna detta Sucheta, 10 Lucarda Martina, 11 Paoli Lucia detta Tarosso, 12 Schiavon Luisella, 13 Rogliani Gloria.

ritratti speciali 14 Teresina Boscolo, 15 Benito Vignotto Veleno.

Ci aspettano mesi di duro lavoro, nel frattempo vi lasciamo alla visione del demo di presentazione dove abbiamo raccolto le prime testimonianze di alcune campionesse che si sono rese disponibili a farsi inquadrare quando il progetto era ancora in fase di elaborazione. 

Teaser Tobia Scarpa

Teaser Tobia Scarpa

Il produttore è l’arco, il trailer è la freccia, lo spettatore è la mela, il crowdfunder è colui che tiene la mela in testa.  La nostra idea dopo i primi mesi di riprese ha preso forma, è diventata trailer, ma prima di lasciarvi alla forza delle immagini in movimento, ancora qualche parola.

Non lasciateci soli a produrre questo ritratto documentario.

Tobia Scarpa merita la vostra attenzione, perchè la sua storia ha molto da insegnare a tutti.

 

 

Crowdfunding Tobia Scarpa

Crowdfunding Tobia Scarpa

2000 buone azioni, forse un’impresa impossibile.

1000 ciak per  dare il ritmo alla nostra lunga intervista a Tobia Scarpa per raccontare in un documentario a lui dedicato “l’anima segreta delle cose”. Un ritratto per carpire la sua vivacità progettuale  e allargare lo sguardo sulla cultura del design e dell’architettura che siamo certi riguarda molti di noi.

Troveremo 1000 persone tra gli adetti ai lavori tra gli appassionati, tra i professionisti o gli studiosi tra tutti coloro che amano vivono e lavorano nel campo dell’architettura e del design?

Se ci siete e state leggendo questo articolo diventate protagonisti,  investite 20 euro e scrivete anche il vostro nome tra i produttori di questo documentario.

1000 ciak per Tobia

 

1000 km è la strada che percorreremo per realizzare questo lavoro. Molti di questi km sono già stati percorsi, in macchina, in treno e in autobus nel corso di cinque anni ormai dedicati alla pre-produzione di questo documentario che si basa anzitutto su un rapporto di fiducia tra Tobia Scarpa e noi. Ci siamo conosciuti, ci siamo annusati, ci siamo scelti.

Produrre un documentario non è scattare una fotografia, abbiamo investito il nostro tempo in questa storia e oggi chiediamo a voi di investire 10 euro. E’ una buona azione e vi darà grande soddisfazione: è bello poter dire questo documentario è anche mio!

1000 km per tobia scarpa

 

Abbiamo partecipato lo scorso ottobre a Modesign evento svoltosi a Treviso dove abbiamo potuto presentare il progetto, forti anche del riconoscimento di tre importanti patrocini istituzionali.

Donne in Voga. Documentario

Donne in Voga. Documentario

Attraverso le testimonianze dirette delle principali regatanti – dalle più anziane alle nuove leve passando per le campionesse documenteremo la memoria di un passato e di una storia legata indissolubilmente alla città di Venezia.

Dietro le quinte del Canal Grande e delle gondole che sono parte dell’immaginario collettivo della città, esiste un mondo. Per la prima volta lo racconteremo con gli occhi delle donne protagoniste.

A voler guardare indietro sono molti i cambiamenti intervenuti ed altrettanti gli elementi di continuità.

Oggi quale è il ruolo delle atlete nella società e nei rapporti familiari?

Mutatis mutandis esso si sussegue da generazioni

Donne in Voga. Il volto rosa di Venezia  luisella schiavon

 

Dopo un accurato lavoro di ricerca storica e culturale l’intenzione è quella di realizzare una serie di interviste la più ampia possibile per arrivare a comporre un archivio storico di brevi ritratti alle regatanti del passato, del presente e perchè no del futuro.

Oggi più che mai la voga è diventa una disciplina sportiva riconosciuta per la sua implicazione agonistica, lì dove un tempo era una semplice necessità: raggiungere Venezia, il mercato di Rialto dalle vicine isole di S. Erasmo, Pellestrina, Burano e Murano.

D’altra parte crediamo fortemente e senza nulla togliere alle peculiarità e storie di vita di ciascuna delle donne che intervisteremo che sia una sfida affrontabile quella di evincere da questa ricerca video un documentario che attraverso una scelta registica l’ambizione di raccontare  tutto in mondo della voga in rosa. Potrebbero essere alcune storie emblematiche a fare da filo conduttore in un connubio di racconti tra il presente e il passato.

 

Il progetto è in fase di pre-produzione. E’ sostenuto e promosso da:

 

logo_voga_2  Polisportiva Venexiana

Crediti:

Produzione: Elisa Pajer

Organizzazione generale: Chiara Curto, Gloria Rogliani

 

Primo ciak per il documentario sul Cartel Cubano

Primo ciak per il documentario sul Cartel Cubano

Ieri abbiamo battuto il primo ciak per il documentario sul cartel cubano registrando le interviste di Richard Frick e Olivio Martinez ospiti a casa di Gigi Bardellotto e arrivati in Italia da Cuba e dalla Svizzera in occasione dell’inaugurazione della mostra di Pordenone MIRA CUBA

Il nostro obiettivo è quello di realizzare un documentario che racconti attraverso l’esperienza umana di Gigi Bardellotto, la rivoluzione cubana vista attraverso i manifesti; il fervore culturale che con la cartellonistica e attraverso le abili soluzioni di una generazione di grafici si respirava e si viveva a Cuba.

Le interviste a Ricard Frick e Olivio Martinez ci consentono di dare profondità e valore al documentario. Possiamo dire di aver iniziato con due buoni ciak la nostra avventura!

Aspettando di vedere il demo vi lasciamo alla galleria fotografica del making of

 

intervista a Richard Frick   intervista a olivio martinez

Dietro le quinte

Dietro le quinte

“Il nostro prossimo documentario narra la storia di un homo faber contemporaneo che sposa sapienza artigianale, innovazione e produzione industriale”

Stiamo parlando del progetto “Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose” che sta per essere lanciato in rete con producinuovevisioni e che avrà bisogno di tutto il vostro sostegno e seguito!

La macchina organizzativa è pronta a partire con la produzione a settembre delle prime riprese.  Mentre lasciamo scivolare gli ultimi giorni di agosto desideriamo ringraziare quanti fino ad oggi si sono uniti a questa causa sposando il progetto culturale e documentario.

Anzitutto questa storia non l’avremmo mai raccontata se sulla nostra strada non avessimo incontrato la passione e la competenza di Teresita Scalco che ci ha introdotto con pazienza nel mondo del design e ci ha guidato alla scoperta della storia professionale di Tobia Scarpa. E’ suo il prezioso contributo al soggetto condiviso con Elia Romanelli che curerà la regia mentre la produzione è a cura di Elisa Pajer.

Il progetto grafico è a cura dell’ officina 3am e l’ufficio stampa è curato da Chiara Grandesso. Li ringraziamo perchè si sono uniti a noi quando ancora avevamo nebulose intenzioni e il loro contributo è stato determinante insieme alla consulenza di Sabina Rizzardi e Elena Dall’ Oca che hanno curato i contenuti del progetto “Action. Producinuovevisioni” accanto alle immagini fotografiche curate da Alice Brunello Louise.

Le riprese e la direzione della fotografia saranno affidate a Lorenzo Pezzano che aveva creduto nella bontà del progetto già nel 2010 quando realizzammo il demo, siamo felici di poter contare anche questa volta nella sua professionalità e competenza. Lo affiancherà come seconda camera Daniele Serio.

La nostra vetrina di aggiornamento sui social network passerà attraverso gli scatti fotografici di Alessando Fabbro che curerà le foto di scena durante le riprese.

Siamo pronti e voi?! Le scene migliori sono in camera, entrate in azione con noi!

 

 

 

1914-2014 la guerra sul Piave

Il Piave divenuto  sacro alla patria in seguito alla Grande Guerra è un fiume interamente Veneto che attraversa le provincie di Belluno, Treviso e Venezia.

Molto si è combattuto in passato lungo le sue sponde poichè da sempre agli Asburgo faceva gola la Repubblica Serenissima e Venezia collocata proprio dove essi avrebbero avuto bisogno di uno sbocco sul mare.

 

In occasione delle prossime commemorazioni a cent’anni dall’inizio della guerra, intendiamo realizzare un documentario che racconti, ricostruisca e riporti in vita le molte storie venete legate al fiume linea di confine di due mondi.

caporetto

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