Diventa produttore

Diventa produttore

Prendetevi il tempo per scegliere il vostro documentario! Abbiamo raccolto vari progetti, tutti rigorosamente in fase di pre-produzione secondo la nuova regola del crowdfounfing. Che ne dite di assaggiare queste storie per vedere se l’impasto merita di lievitare?

Sembra ad un passo dalla realizzazione, anche se gà nel 2010 credevamo di potercela fare e invece ci siamo arenati, il progetto documentario su Tobia Scarpa, testimone da oltre cinquant’anni dell’eccellenza della cultura del progetto. Un documentario questo che sicuramente non lascerà indifferenti quanti amano, lavorano e hanno una passione per architettura e design.

Rispetto ad altri lavori, qui almeno possiamo dirvi che il titolo è definitivo: Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose. Di recente abbiamo ottenuto alcuni patrocini che avvalorano il progetto e ci fanno ben sperare di poter presto riaccendere le telecamere ed entrare nella produzione esecutiva.

un documentario racconta storie       un documentario ha gente vera

Venezia come sapete è la nostra città, ma il progetto di rilettura dei mosaici pavimentali  della Basilica di San Marco, crediamo sia un tema che riguarda davvero tutti. Questo progetto, ambizioso ed estremamente delicato da affrontare apre nuovi spunti di riflessione, la storia che vogliamo raccontare in questo caso parte da una affermazione fuori dal coro e quindi assolutamente nuova, che cerca attraverso il documentario di fare breccia tra gli scettici ma anche e soprattutto tra coloro che nulla sanno e sospettano della cultura e dell’arte medievale: esiste un  filo conduttore che unisce i sectili marciani, e dunque, a sua volta, anche le immagini raffigurate che li rispecchiano in quei 4000 mq d’oro delle cupole.

I 14 brani pavimentali che compongono il pavimento non possono essere solo disegni geometrici ornamentali, è possibile invece ritenere che qualcosa nelle dinamiche del patrimonio catechistico sia andato perduto, ed è arrivato il momento di portare alla luce l’originario percorso perchè ogni tassello dei mosaici pavimentali è un arcano simbolo  geometrico al quale corrisponde un’intera narrazione.

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Infine vorremmo raccontare con un documentario la storia di Gigi Bardellotto e della sua passione per Cuba. Con lui grazie a lui e attraverso lui proveremo a raccontare la storia dell’arte del manifesto cubano dalla rivoluzione ai giorni nostri.

Tutti queste storie si trovano nella pagina progetti in corso. Vi terremo aggiornati!

You Liz Tube

You Liz Tube

Nell’era del web 2.0 non potevamo farci mancare un nostro canale youtube dove sono caricati 39 video. In questa sorta di galleria dedicata, sono raccolte tutte le nostre produzioni, fa sorridere pensare che siamo già arrivati a produrre 39 video.

Meglio precisare però che in parte la quantità è giustificata dal tipo di progetto. Esistono infatti 3 playlist dei nostri lavori antologici

Chi Crea Venezia che racchiude in un documentario 12 ritratti di artisti Veneziani,

Fuori sede dentro Venezia che ripercorre le nove puntate realizzate per la web tv dell’omonimo progetto e legata a questo stesso la playlist dell’iniziativa 11×1 esterno notte che racchiude le 11 clip da 1 minuto andate in onda  all’arena di Campo San Polo lo scorso Settembre.

Senza aver mai fatto molta pubblicità al nostro You Liz Tube in questi mesi dalla sua creazione (febbraio 2013) possiamo dirvi tra i nostri video il podio più visto.

Al primo posto, onore al merito dell’artista che sta vivendo uno straordinario successo artistico e di pubblico troviamo il Viaggio di Aron ritratto documentario andato in onda nelle sedi regionali Rai, Sender Bozen e Radio Televisione Ladina dedicato all’artista Aron Demetz e alla sua partecipazione alla Biennale D’Arte di Venezia 2009

Al secondo posto, fresca produzione co-finanziata grazie al portale Produzioni dal Basso, Alberto Landi, voce libera di San Donà

Al terzo posto, a sole tre settimane dalla pubblicazione il video di Act/ON produci nuove visioni che lancia il nostro nuovo progetto e strumento per sostenere le prossime produzioni attraverso il crowdfounding made in liz: www.producinuovevisioni.studioliz.org

Buone rotte anche in questo canale, dunque!

 

 

 

 

 

Cartel Cubano. Documentario

Cartel Cubano. Documentario

La storia di Gigi Bardellotto è incredibile e ci piacerebbe raccontarla. Da Venezia a Cuba. Una storia di viaggi e una passione nata per caso e divenuta ogni anno sempre più consapevole. Il cartel cubano è una storia fatta di persone prima che artisti e di uomo prima che di un collezionista. Una storia come tante ma che noi crediamo speciale.

Il Cartel Cubano rappresenta una delle espressioni grafiche più acclamate ed originali al mondo.

La sua eccezionalità deriva dal fatto che mai nella storia della grafica sono esistiti contemporaneamente tanti talenti che, seppur con mezzi limitati, hanno proposto audaci strategie visive al servizio di un ideale: la rivoluzione cubana.

Dal 28 settembre 2013 si terrà un’importante mostra a Pordenone che riunirà per la prima volta in Italia un considerevole numero di cartelli, bozzetti e manifesti originali della collezione Bardellotto.

Aspettando di accendere le telecamere per raccontare il documentario abbiamo realizzato questa breve clip promozionale per la Mostra di Pordenone.

 

Mosaici pavimentali della basilica di S. Marco

Mosaici pavimentali della basilica di S. Marco

I mosaici raffigurati sugli oltre 2000 mq di pavimentazione non sono dei meri elementi decorativi ma rappresentano un nesso tra il pavimento cioè la terra e il cielo cioè i mosaici rappresentati a soffitto.

La conformazione dell’intera Basilica, ha un significato preciso: i motivi geometrici rappresentano una sorta di cammino per i fedeli cristiani da intraprendere per potere accedere alla salvezza e quindi incontrare Dio.

 

mosaici pavimentali basilica san marco

Venezia, per la sua particolare conformazione morfologica, è da sempre stata il punto d’incontro di due mondi completamente diversi: la terra e il mare. Per la sua stessa natura, dalla caduta dell’Impero romano, la città si venne a trovare su di una sottile linea di demarcazione dove si incontrarono e a volte si scontrarono due imperi diversi, due economie diverse, due visioni del mondo diverse, gusti diversi, religioni diverse. Il risultato non poteva che essere assolutamente particolare, ricco di implicazioni, di sviluppi, di conseguenze, che non è un’iperbole definire assolutamente unici in Occidente.

Tale aggettivo ben si adatta alla Cattedrale di San Marco. Croce greca con cinque cupole, dove in Europa esistevano le basiliche con oblongum e tetto a spioventi, dotata di gallerie che su ambo i lati si spingono fino al presbiterio, laddove esse normalmente non esistevano in Occidente, fornita di endo-nartece al posto dell’usuale quadriportico, dotata di una decorazione fantastica che arriva a presentare ben quattromila metri quadrati di foglia d’oro, San Marco si può, a ragion veduta, ben definire speciale.

Ma se il sopra è tale, il sotto, il pavimentum sectile non poteva essere da meno! Si tratta di ben quattordici brani pavimentali che coprono duemila metri quadrati provvisti di disegni geometrici tutti diversi fra di loro. Gli studiosi erano unanimi nel considerarlo un tappeto musivo, un’ideazione costantiniana di origine aulica con fini meramente decorativi, che certamente nella sua parte essenziale, alla metà del XII secolo era già conclusa. E’ davvero credibile ritenere una tale meraviglia una mera decorazione? Non è invece, più verosimile pensare che qualche cosa d’importante nella Tradizione del patrimonio catechetico sia andato perduto?

Esiste un  filo conduttore che unisce tutti e 20 i sectili marciani, e dunque, a sua volta, anche delle immagini raffigurate che li rispecchiano in quei 4000 mq d’oro.

Esempio: la nascita del Salvatore

Si parte dall’immagine del mondo così come concepito dagli Antichi, alla quale si sovrappone l’immagine reperibile sulla copertina di un qualsiasi evangeliario. Combinando le due immagini si arriva alla figura che esprime l’incomparabile maestà di Cristo-Kyrios. Egli è seduto sul settimo cielo, siede sui cherubini (Sal. 99, 1; sono i quattro simboli racchiusi nei cerchietti che si trovano attorno a Lui: il Tetramorfo), e ha la terra a sgabello dei suoi piedi (Is. 66, 1-3). Se è seduto sul settimo cielo, è chiaro che il suo corpo, dalla testa in su, si estende ancora più in alto…

 Evang. Saint Omer copia        Evang. Saint Omer

Proiettando il tutto su di un piano perpendicolare a quello dei cilindri, che sono le colonne che sostengono il mondo, si ottiene una prima circonferenza che è la proiezione sul piano del cerchio, contenente il busto di Cristo.

Il secondo cerchio è la proiezione sul piano della calotta del firmamento.

I Quattro cerchi agli angoli della composizione sono le proiezioni dei quattro grossi cilindri che sostengono la terra e la volta celeste le proiezioni delle sfere che contengono il Tetramorfo

    cristo sedutocosmografia geometrica

Proiettando ciò che sulla terra non esisteva, si è unito ciò che per definizione, è impossibile da riunire: si è messa in comunicazione la terra (quadrato) con il cielo (cerchio)!

In geometria questa incomunicabilità tra i due concetti è espressa dalla impossibilità di quadrare il cerchio. Solo il Verbo incarnato riuscì nella impresa: assumendo su di sé la natura umana, la rese divina!

Il documentario è in fase di pre-produzione. La fascinazione e la complessità della materia ci hanno fatto amare immediatamente il progetto e parimenti ogni passo verso si compie in modo molto cauto.

Cerchiamo una co-produzione internazionale per sviluppare un soggetto documentario dal budget per noi impraticabile. I costi di produzione sono elevatissimi e solo se troveremo il partner giusto riusciremo a realizzare il video.  Siamo forti delle nostre capacità pur constatando i limiti di una produzione per noi troppo articolata rivendichiamo insieme Raffaele Paier autore del libro Simboli e misteri nelle geometrie del pavimento di San Marco a Venezia  la paternità di questo progetto per il quale desideriamo restare le figure di riferimento a livello di produzione e sceneggiatura del documentario.

Il punto di strada

Il punto di strada

Qualcuno dice e molti lo credono che guardasi indietro non abbia senso, perchè è una strada già percorsa e sono luoghi in cui si è già stati.

Eppure chi pratica il rugby sa che una delle sfide di questo gioco è proprio quella di riuscire ad andare avanti guardando indietro.

Abbiamo voluto ripercorrere e sintetizzare con queste belle grafiche a cura dell’officina 3am i documentari realizzati e i premi ricevuti in questi anni, non tanto per farci gonfiare il petto quanto per ricordarci di guardare indietro con lo stesso spirito dei rugbisti. Siamo partiti da zero e fare il punto di strada oggi, ci consente di promuovere con maggior forza il nostro nuovo progetto Act/On. Producinuovevisioni per il quale chiediamo a tutti voi che ci seguite o che inizierete a seguirci di credere e contribuire alle prossime produzioni di Studio Liz.

Cliccate le immagini per vedere le schede di approfondimento ad ogni progetto.

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