Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose

Tobia Scarpa. L’anima segreta delle cose

Protagonista del design italiano a livello internazionale, Tobia Scarpa è stato testimone da oltre cinquant’anni dell’eccellenza della cultura del progetto, nonché sapiente interprete dell’eredità culturale veneta.

Passione per il progetto, attenzione per il dettaglio, che non è mai lezioso, ma fine espressione di un processo creativo, fino alla feconda liason con la famiglia Benetton: questi alcuni degli ingredienti che hanno caratterizzato la brillante carriera di Tobia Scarpa.

Atteggiamento intellettuale generoso, rivolto verso tutto ciò che lo circonda, teso a migliorare i rapporti con le cose e con il mondo, alla ricerca della bellezza che nasce dal rapporto con le occasioni, dalla conoscenza delle materie, dalle tecniche, dal bisogno e soprattutto dai sogni.

Stiamo lavorando ad un documentario che raccolga le dirette testimonianze, non solo sui progetti e sui percorsi progettuali, ma soprattutto sulla poetica e sulla filosofia del ‘fare’ di Tobia Scarpa.

Ritratto suggestivo di un architetto che preferisce essere considerato un designer ‘poeta’ innamorato della vita e delle sue molteplici forme.

Sostieni il progetto!   Act/On Crowdfounding    Galleria fotografica   Patrocini

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Crediti

scritto da Elia Romanelli e Teresita Scalco
prodotto da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
fotografia Lorenzo Pezzano
suono Alessandro Romano
montaggio Chiara Andrich
musiche originali Francesco Novara
traduzioni Sara Artuso e Riccardo Melis
formato: HD – durata: 30′

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Alberto Landi

Alberto Landi

Mentre i tempi andavano intiepidendo i rapporti umani, Alberto Landi intrecciava molte relazioni in modo critico e passionale ma sempre con estremo entusiasmo. Attraversava San Donà lentamente, con la sua bicicletta, mentre tutto il resto andava veloce, con quella fretta tipica dei nostri giorni. Aveva deciso di parlare a coloro a cui nessuno aveva voglia di parlare. Aveva deciso di fare una radio libera, quando le radio avevano deciso di non essere libere.
Essere se stessi in un momento in cui molti hanno deciso di essere altro da sé, questo era Alberto Landi.

Alberto Landi lavorava per costruire rapporti umani migliori e lo faceva con pazienza ed ironia usando come arma la radio di cui era direttore. La sua era la voce libera di un uomo che credeva in una libertà pura e priva di compromessi.

Il documentario è stato co-prodotto attraverso il crowfounding grazie al portale produzioni dal basso

Ascolta una rara intervista di Alberto

Crediti

Soggetto e regia Davide Colferai

Montaggio Corradio Iuvara

Musiche originali Silvio Bartoli

Assistente di produzione Margherita Korcz

Suono Silvia Berton

Durata 40 minuti

Produzione Studio Liz 2013

IL DVD DEL DOCUMENTARIO E’ DISPONIBILE PRESSO IL NEGOZIO DI GUIDO TOSO A SAN DONA’ DI PIAVE (Elioveneta, piazza rizzo 21) CON UN CONTRIBUTO DI 10 euro.

Il viaggio di Aron

Il viaggio di Aron

Biennale di Venezia 2009

Il viaggio di Aron è quello dell’artista che ha fatto propria una tradizione, che ne ha fatto solida base, che ha acquisito tutte le conoscenze necessarie, e che ora porta questa conoscenza nel regno aureo e difficile dell’arte contemporanea.

La sua è una sfida personale che porta avanti però in nome di una tradizione che merita di entrare nell’albo delle grandi tradizioni artistiche del novecento.

Il superamento del pregiudizio secondo il quale l’opera concepita in legno sia per forza di cose un’opera che debba rimanere tra le montagne o tra chi le montagne le ama. Il virtuosismo artistico portato in pubblica piazza, in una delle piazze centrali dell’arte: la Biennale di Venezia.

Il dvd del documentario è disponibile su richiesta, clicca l’immagine per vedere la scheda del prodotto.

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Crediti:

scritto e diretto da Elia Romanelli
prodotto da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
fotografia Giuseppe Drago, Piergiorgio Grande
suono Enrico Lenarduzzi, Alessandro Romano, Emanuele Simioni
montaggio Piergiorgio Grande
musiche originali Stefano Codin
traduzioni Silvana Braut
formato: HD – durata: 15′
Co-prodotto e trasmesso nelle sedi regionali Rai, Sender Bozen, Radio e Tv Ladina

Galleria di foto

Lën, pensieri e storie di tre artisti gardenesi

Lën, pensieri e storie di tre artisti gardenesi

Lën è un documentario che quando parla di montagna suggerisce il tema dell’arte e che quando parla d’arte suggerisce alcuni punti di vista sulla vita. E viceversa.

Questi suoi diversi cuori si trovano infine a battere insieme, accomunati da quell’origine comune che sembra essere il legno, materiale predominante nella cultura e nella scultura gardenese.

Tre artisti le cui storie si intrecciano e si confrontano, ci conducono attraverso un percorso sospeso tra arte e tradizione, fururo e scultura, montagna e destino.

Tone, colui che sembra voler guardare alla scultura come ad una voce preziosa che parla di storia e tradizione.

Aron, colui che scolpisce grandi tronchi per comprendere ed entrare nell’arte contemporanea.

Egon, colui che ha abbandonato la scultura in vista di un percorso filosofico che ha trovato la sua soluzione nell’ iconoclastia e nell’eremitaggio.

Il dvd e il booklet del documentario sono disponibili su richiesta, clicca l’immagine per vedere la scheda del prodotto.

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Crediti:

scritto e diretto da Elia Romanelli
prodotto da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
fotografia Giuseppe Drago, Piergiorgio Grande
suono Enrico Lenarduzzi, Alessandro Romano, Emanuele Simioni
montaggio Piergiorgio Grande
musiche originali Stefano Codin
traduzioni Silvana Braut
fotografa di scena Teresa Sartore
formato: HD – durata: 48′

Galleria di foto

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L’opera è stata premiata nell’ambito del Premio Autori da scoprire e co-prodotta con la Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige, CAB centro audiovisivi Bolzano.

Miglior Film sull’Arte alla XXXI edizione dell’Asolo Art Film Festival

Ludovico De Luigi

Ludovico De Luigi

Ludovico De Luigi appartiene a una famiglia di artisti veneziani di lunga tradizione. Proprio a Venezia Ludovico è nato nel 1933 e non ancora ventenne aveva già compiuto diversi viaggi di studio in Italia, in Francia e negli Stati Uniti. La passione per i vedutisti veneziani lo porta, all’inizio degli anni Sessanta, a frequentare assiduamente la Galleria di Palazzo Corsini a Roma, dove apprende insieme alla magistrale tecnica pittorica di Canaletto, anche i canoni sentimentali di quei maestri veneziani che diedero vita ad opere così magiche.

La sua prima personale nel 1965 presso la Galleria veneziana ‘Il canale’ riscuote un tale successo che negli anni immediatamente successivi mostre ed esposizioni si moltiplicano non solo in Italia, ma anche a Monaco, Montecarlo, Parigi, New York etc.
Al centro della sua rappresentazione figurativa troneggiano vedute di Venezia, rielaborate in chiave moderna, o meglio, attuale: la pittura di De Luigi denuncia le minacce a cui la città eterna alle soglie del nuovo millennio è esposta. Ne nascono immagini surreali e decadenti, sensuali e catastrofiche, in cui la città è in balìa di volta in volta dell’acqua, dell’inquinamento, del consumismo sfrenato, degli insetti.

A partire dagli anni Ottanta, De Luigi integra alla tecnica pittorica manuale le risorse offerte da una tecnologia ogni giorno più sofisticata: ne è un esempio la performance ‘Teatrum Filosoficum’, presentata nel 1989 alla Biennale d’Arte veneziana, che consiste in un gigantesco stereoscopio su tela impresso con uno dei primi plotter elettronici.

Tra le più significative opere dell’ultimo decennio ci sono le quadrighe di cavalli di bronzo ispirati a quelli di San Marco, l’enorme cavallo di cioccolata creato per il Carnevale del 1990 e quello in vetro di Murano del 1999, realizzato nelle fornaci dell’isola.

Torna all’antologia “Chi Crea Venezia”

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