In Val Gardena si racconta che un tempo vivevano nei boschi le ganas, sorta di ninfe buone, le cui leggende costituiscono un patrimonio che ancora si tramanda nelle valli ladine. Ce ne parla Ingrid Rungaldier, traduttrice e scrittirice esperta in materia di alpinismo, tematiche femminili e minoranze linguistiche. Incontriamo Ingrid nell’accogliente bar Soviso di Ortisei.

A distanza di quasi cinque anni dal progetto documentario Len, siamo nuovamente in Val Gardena per un sopralluogo che valuti le possibilità di realizzare un documentario sulle donne e il loro rapporto con la montagna.

Ingrid è il primo dei nostri appuntamenti e non poteva che essere il più azzeccato! Ingrid è infatti autrice del libro Frauen im Aufstieg (Donne in ascesa), una storia dell’emancipazione femminile attraverso l’alpinismo che va dalla fine 800 al secondo dopoguerra. Ingrid ci racconta delle pioniere dell’alpinismo internazionale quando ancora i club albini erano preclusi alle donne e la loro partecipazione alle spedizioni nell’apertura delle vie alpine non veniva neppure citata.

E’ Ingrid a suggerirci di incontrare Vroni Schrott, prima guida alpina donna nel gruppo dei Catores, le guide alpine della Val Gardena. Vroni è appena rientrata dalla cascata di ghiaccio di Santa Cristina dove stava tenendo un corso come istruttrice di soccorso alpino. Ci racconta la sua storia personale e la sua passione per la montagna che l’ha portata a cambiare radicalmente vita lasciando il proprio posto di impiegata in un ufficio per diventare nel 2013 guida alpina riuscendo così a fare della sua passione una professione. Vroni è ruvida e molto diretta: “non vado in montagna per scoprire me stessa, vado perchè mi piace”.

Lasciando Ortisei per Selva di Val Gardena infine incontriamo Silke Unterkircher e Manuela Nones, due donne a cui la montagna ha dato, ma anche tolto molto. Sono infatti le vedove di due grandi alpinisti Karl Unterkircher e Walter Nones morti nel tentativo di scalare le vette più alte del mondo. Karl  è scomparso sul Nagaparbat, Walter due anni dopo sul Cho Oyu.

Manuela vive sotto una parete di roccia lungo la strada che porta a Vallelunga, “non potrei vivere in un altro posto” afferma parlando della Val Gardena dove il contatto con la natura per lei e i suoi piccoli è fondamentale nella vita di tutti i giorni. Manuela è un vulcano di idee, il tema del nostro documentario la avvince e ci regala racconti e storie di donne che  hanno una grande passione per la montagna.

E così dopo cinque anni ripartiamo dall’Alto Adige, dalla Val Gardena per tornare a raccontare attraverso questi spazi e questi luoghi una storia in cui dar voce e visibilità alle montagne e ad alcune sue discepole silenziose. Quante donne pur lontane dalle luci della ribalta conducono vite straordinarie rimanendo fedeli, tutte, qualsiasi sia la vallata d’appartenenza, ad un voto d’amore, ad una promessa di reciproca fedeltà con la montagna.

Ogni donna che incontreremo ci regalerà la sua storia motivandoci con la propria testimonianza una scelta di vita: declinare la propria esistenza accanto, sopra, lungo, dentro le montagne. Ed anche quando incontreremo e lo speriamo, le alpiniste Nives Meroi, Luisa Iovane e Tamara Lungher cercheremo di andare oltre le loro epiche imprese sportive.

Cattureremo con l’occhio delle nostre telecamere il comun denominatore che raccoglie tante donne dai passati e dai trascorsi a volte simili, a volte diversissimi e che  senza saperlo oppure senza volerlo ostentare fanno parte di una piccola e granitica comunità la cui condizione d’appartenenza risiede in un sentimento.

Scoprite con noi la risposta a questa semplice domanda: quanto le alte montagne sono per queste donne un sentimento?

Crediti:

soggetto: Chiara Andrich ed Elia Romanelli
produzione da Elisa Pajer – Studio Liz Venezia
stato: pre-produzione

 

 

 

 

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