I mosaici raffigurati sugli oltre 2000 mq di pavimentazione non sono dei meri elementi decorativi ma rappresentano un nesso tra il pavimento cioè la terra e il cielo cioè i mosaici rappresentati a soffitto.

La conformazione dell’intera Basilica, ha un significato preciso: i motivi geometrici rappresentano una sorta di cammino per i fedeli cristiani da intraprendere per potere accedere alla salvezza e quindi incontrare Dio.

 

mosaici pavimentali basilica san marco

Venezia, per la sua particolare conformazione morfologica, è da sempre stata il punto d’incontro di due mondi completamente diversi: la terra e il mare. Per la sua stessa natura, dalla caduta dell’Impero romano, la città si venne a trovare su di una sottile linea di demarcazione dove si incontrarono e a volte si scontrarono due imperi diversi, due economie diverse, due visioni del mondo diverse, gusti diversi, religioni diverse. Il risultato non poteva che essere assolutamente particolare, ricco di implicazioni, di sviluppi, di conseguenze, che non è un’iperbole definire assolutamente unici in Occidente.

Tale aggettivo ben si adatta alla Cattedrale di San Marco. Croce greca con cinque cupole, dove in Europa esistevano le basiliche con oblongum e tetto a spioventi, dotata di gallerie che su ambo i lati si spingono fino al presbiterio, laddove esse normalmente non esistevano in Occidente, fornita di endo-nartece al posto dell’usuale quadriportico, dotata di una decorazione fantastica che arriva a presentare ben quattromila metri quadrati di foglia d’oro, San Marco si può, a ragion veduta, ben definire speciale.

Ma se il sopra è tale, il sotto, il pavimentum sectile non poteva essere da meno! Si tratta di ben quattordici brani pavimentali che coprono duemila metri quadrati provvisti di disegni geometrici tutti diversi fra di loro. Gli studiosi erano unanimi nel considerarlo un tappeto musivo, un’ideazione costantiniana di origine aulica con fini meramente decorativi, che certamente nella sua parte essenziale, alla metà del XII secolo era già conclusa. E’ davvero credibile ritenere una tale meraviglia una mera decorazione? Non è invece, più verosimile pensare che qualche cosa d’importante nella Tradizione del patrimonio catechetico sia andato perduto?

Esiste un  filo conduttore che unisce tutti e 20 i sectili marciani, e dunque, a sua volta, anche delle immagini raffigurate che li rispecchiano in quei 4000 mq d’oro.

Esempio: la nascita del Salvatore

Si parte dall’immagine del mondo così come concepito dagli Antichi, alla quale si sovrappone l’immagine reperibile sulla copertina di un qualsiasi evangeliario. Combinando le due immagini si arriva alla figura che esprime l’incomparabile maestà di Cristo-Kyrios. Egli è seduto sul settimo cielo, siede sui cherubini (Sal. 99, 1; sono i quattro simboli racchiusi nei cerchietti che si trovano attorno a Lui: il Tetramorfo), e ha la terra a sgabello dei suoi piedi (Is. 66, 1-3). Se è seduto sul settimo cielo, è chiaro che il suo corpo, dalla testa in su, si estende ancora più in alto…

 Evang. Saint Omer copia        Evang. Saint Omer

Proiettando il tutto su di un piano perpendicolare a quello dei cilindri, che sono le colonne che sostengono il mondo, si ottiene una prima circonferenza che è la proiezione sul piano del cerchio, contenente il busto di Cristo.

Il secondo cerchio è la proiezione sul piano della calotta del firmamento.

I Quattro cerchi agli angoli della composizione sono le proiezioni dei quattro grossi cilindri che sostengono la terra e la volta celeste le proiezioni delle sfere che contengono il Tetramorfo

    cristo sedutocosmografia geometrica

Proiettando ciò che sulla terra non esisteva, si è unito ciò che per definizione, è impossibile da riunire: si è messa in comunicazione la terra (quadrato) con il cielo (cerchio)!

In geometria questa incomunicabilità tra i due concetti è espressa dalla impossibilità di quadrare il cerchio. Solo il Verbo incarnato riuscì nella impresa: assumendo su di sé la natura umana, la rese divina!

Il documentario è in fase di pre-produzione. La fascinazione e la complessità della materia ci hanno fatto amare immediatamente il progetto e parimenti ogni passo verso si compie in modo molto cauto.

Cerchiamo una co-produzione internazionale per sviluppare un soggetto documentario dal budget per noi impraticabile. I costi di produzione sono elevatissimi e solo se troveremo il partner giusto riusciremo a realizzare il video.  Siamo forti delle nostre capacità pur constatando i limiti di una produzione per noi troppo articolata rivendichiamo insieme Raffaele Paier autore del libro Simboli e misteri nelle geometrie del pavimento di San Marco a Venezia  la paternità di questo progetto per il quale desideriamo restare le figure di riferimento a livello di produzione e sceneggiatura del documentario.

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