Nato a Venezia negli anni Venti del secolo scorso, ancora oggi Renato Borsato continua a vivere e lavorare in Laguna, nel suo studio di San Vio, pur avendo viaggiato e soggiornato in diverse capitali europee tra cui Parigi e Londra. Infatti, poco più che ventenne, a partire dagli anni Cinquanta, Borsato espone i suoi lavori a livello nazionale e internazionale, aggiudicandosi numerosi premi di pittura e imponendosi all’attenzione della critica e del pubblico come uno dei migliori giovani dell’ultima generazione in Italia.

Nel decennio che segue, Borsato si divide tra la Francia, dove ha ottenuto una borsa di studio dal Governo francese, il Friuli e Milano. Proprio nella capitale lombarda, all’inizio degli anni Sessanta si celebra il grande successo dell’artista, con una personale alla Galleria Ventitrè che ottiene clamoroso successo.
Viaggiatore instancabile, in cerca di esperienze e suggestioni percorre più volte la penisola da Nord a Sud, e nel 1961-1962 sceglie la Sicilia e l’isola di Ustica per respirare quell’atmosfera mediterranea che si tradurrà qualche anno dopo in una ricca produzione di composizioni e paesaggi in cui campeggiano Catania, Acitrezza, Palermo e Pantelleria.
Parallelamente alla produzione pittorica, è fitta ed emotivamente intensa la collaborazione teatrale scenografica: fondamentale quella con il Teatro La Fenice di Venezia, per il quale basti ricordare gli allestimenti scenici di Turandot nel 1960, Traviata nel 1961 e Butterfly nel 1962.

Non si contano premi e mostre che hanno costellato sessant’anni di carriera artistica. Renato Borsato è stato anche Presidente della Fondazione Bevilacqua la Masa dal 1979 al 1986.

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