Maurizio Cosua nasce nel 1943 a Ferrara, terra d’acqua e, ancora giovanissimo, si stabilisce a Venezia, città d’acqua, per frequentare l’Istituto Superiore di Disegno Industriale.
Non è casuale questa ricorrenza dell’acqua, comune denominatore delle sue città: Cosua da sempre ha percepito in maniera viscerale il legame con la natura e la preoccupazione di perderla. In una sorta di metafora esistenziale, l’artista ancora più dell’uomo, ha avvertito il presentimento perenne della separazione dalla natura e quindi dalla vita.

Perfezionati gli studi di disegno e progettazione a Firenze negli anni Settanta, fin da giovanissimo Cosua si è interessato ad una pluralità di espressioni artistiche: oltre alla pittura, la ricerca extramedia di matrice concettuale, la videoarte, la fotografia, le installazioni.
Dal 1990 ad oggi non si contano le esposizioni in Italia e all’estero: personali come ‘Bivio’ e ‘Scarperentola’ sono state esposte da Venezia a Hong Kong, passando per Milano e New York. L’ultimo decennio della produzione di

Maurizio Cosua è segnato dalla presenza immancabile dell’elemento Terra, materia fattiva dell’espressione e del messaggio, in quanto dote di ogni essere che viene al mondo e madre per eccellenza.

Le tele e le immagini di questo periodo vagheggiano ancora una natura e una terra amate dall’uomo, ma conducono spesso ad una porta che le separa dal mistero. Nella più recente produzione la natura si fa strumento dell’arte: terra, carta, materiali vegetali come foglie e baccelli non sono più solo il soggetto dell’opera, sono ‘nell’opera’.

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