Emiliano Donaggio, nato a Venezia alla metà degli anni Settanta, vive e lavora al Lido. Dopo una prima formazione artistica suggellata dalla laurea all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, Donaggio ha fortemente approfondito l’analisi figurativa, applicandosi ad uno studio lungo e dettagliato dei lavori di Leonardo da Vinci.

Contemporaneamente l’amicizia stretta con Luca Buvoli lo ha portato sulla strada del riutilizzo creativo di materiali di scarto, che lo ha trasformato in un eccellente rappresentante dell’arte del riciclo. Elementi e materiali provenienti dal quotidiano e destinati all’abbandono, dalla carta di caramella al filo da pesca, dalle liste della spesa ai contenitori di plastica, diventano la materia plasmata da questo artista per regalargli nuova vita in oggetti di design (famose le sue giacche e i cappelli da gondoliere rivisitati), creazioni a tecnica mista e installazioni tridimensionali.
Tra queste ultime, ha suscitato particolare interesse l’impacchettamento di un supermercato veneziano con cinquecento sacchetti di plastica che recavano le riflessioni dell’artista sulla povertà e la fame nel mondo.

La vena creativa di Donaggio richiama lo slancio e i colori della pop-art e del graffitismo, da cui l’affiancamento da parte della critica a Jean-Michel Basquiat. Proprio al parallelismo con l’artista newyorkino maledetto era dedicata l’eccezionale personale di Donaggio allestita alla Galleria New York 1 Art, tributo che la Grande Mela ha voluto offrirgli dopo il grande successo ottenuto dalle sue creazioni alla New York Art Expo del 2005.

A dispetto della giovane età, Emiliano Donaggio ha all’attivo numerosissime esposizioni, collettive e personali, in Italia e all’estero, da Londra a Barcellona, da Los Angeles a New York, e in tutto il Sud America.

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